Molti tra i commercianti di Porta Palermo e via Licata non vogliono neanche parlare. Alcuni invece accettano di raccontare come vivono nell’ultimo periodo in una zona diventata il centro delle cronache per episodi di microcriminalità.
“Qui c’è il mio cuore – afferma Laura Cusumano che ha preso in mano le redini della storica torrefazione di via Licata aperta dal papà nel 1987 – e non voglio andare via. Ma la sera anticipo l’orario di chiusura. Chiudo prima, ho paura. Una cosa del tutto nuova che non era mai successa”.
Sono tante le attività commerciali che hanno chiuso i battenti nel tratto di via Licata e la Porta Palermo. E non è un caso che senza le saracinesche alzate, c’è chi trova spazio per agire indisturbato.
“Una volta c’era il vigile di quartiere – racconta Fabrizio Catagnano – anche lui ha rilevato l’attività del papà che e’ aperta dal 1957 – Questo ci assicurava una certa Sicurezza. Adesso non vediamo più nessuno. E non è solo un problema da concentrare sugli extracomunitari. Io ne conosco tanti che sono qui che lavorano, brave persone. Poi vi sono quelle pecore nere così come nella nostra comunità che determinano il caos”.



