Sono stati ufficialmente affidati gli interventi urgenti per la messa in sicurezza del porticciolo di Porto Rossi, a Catania, gravemente colpito dalle mareggiate provocate dal ciclone Harry tra la fine di gennaio e febbraio.
Le operazioni prevedono la bonifica dell’area portuale e il recupero dello scalo, con la rimozione delle imbarcazioni distrutte o finite sott’acqua durante il maltempo.
L’obiettivo è anche quello di prevenire possibili problemi ambientali legati alla presenza di relitti e di eventuali sostanze inquinanti in mare.
L’appalto è stato assegnato con procedura d’urgenza dal Genio civile di Catania all’impresa Idresia Infrastrutture di Isernia.
L’importo complessivo dell’intervento ammonta a 776 mila euro e i lavori dovranno essere completati entro 150 giorni.
Alla consegna dei lavori erano presenti il dirigente generale del Dipartimento regionale Tecnico Duilio Alongi, incaricato dal presidente della Regione Renato Schifani di coordinare le attività legate all’emergenza causata dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi, il dirigente generale del Dipartimento Infrastrutture Salvatore Lizzio, il capo del Genio civile di Catania Gaetano Laudani, il responsabile unico del procedimento Alberto Vecchio e il direttore dei lavori Ignazio Cassaniti.
«L’avvio tempestivo di questi interventi – ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani – è fondamentale sia per ripristinare la piena funzionalità dell’infrastruttura sia per tutelare l’ambiente, considerato il rischio legato alla presenza di relitti e materiali potenzialmente inquinanti. Continuiamo a lavorare senza sosta per riparare ai danni eccezionali provocati dal ciclone Harry, che ho potuto verificare personalmente durante le visite nelle aree più colpite».
Il violento evento meteorologico ha provocato l’affondamento di diverse imbarcazioni da diporto ormeggiate nel porticciolo, mentre altre sono state spinte contro la scogliera.
Le onde hanno inoltre causato lo smottamento della strada di accesso allo scalo, rendendo l’area difficilmente raggiungibile anche via mare a causa dei massi trascinati dai marosi. Ingenti i danni registrati anche alle strutture portuali e ai pontili.