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Messina, nato a 25 settimane e 800 grammi: dopo mesi in terapia intensiva il ritorno a casa

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Alla nascita pesava soltanto 800 grammi. Venuto al mondo alla 25ª settimana di gravidanza dopo un parto improvviso, il neonato ha affrontato mesi complessi prima di poter lasciare l’ospedale e riabbracciare la sua famiglia.

Oggi il lieto epilogo arriva dall’Unità di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Martino.
Il caso rientra tra quelli di prematurità estrema, condizioni che richiedono interventi altamente specialistici e un monitoraggio continuo.

Fin dai primi istanti di vita il piccolo ha avuto bisogno di supporto respiratorio, prima con tecniche invasive e successivamente con modalità meno impattanti.

Parallelamente, l’alimentazione è stata gestita con estrema cautela, mentre il quadro clinico veniva seguito giorno dopo giorno dall’équipe medica.
Durante la degenza si è reso necessario anche un intervento cardiochirurgico eseguito direttamente in reparto dagli specialisti pediatrici di Taormina.

I medici hanno provveduto alla chiusura del dotto di Botallo, un collegamento vascolare che nei nati molto pretermine può rimanere aperto, causando serie ripercussioni sull’apparato cardiocircolatorio e respiratorio quando la terapia farmacologica non basta.
«Storie come questa dimostrano che anche situazioni estremamente delicate possono evolvere in modo positivo», ha commentato la professoressa Eloisa Gitto, evidenziando l’importanza del lavoro di squadra e della sinergia tra diverse professionalità. Ogni bambino dimesso rappresenta, infatti, un traguardo condiviso e il risultato di competenze integrate.
L’Unita’ Operativa di Messina può contare su un’organizzazione che segue i piccoli pazienti non solo nella fase critica, ma anche nel percorso successivo, attraverso controlli periodici dedicati ai neonati ad alto rischio, garantendo continuità assistenziale fino all’età scolare.
Per il piccolo inizia adesso una nuova tappa: proseguiranno le visite di controllo, ma il ritorno a casa segna una conquista significativa e accende una luce di fiducia per tante famiglie che affrontano la sfida della prematurità.

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