Processo a Giorgio Lorefice per estorsione da rifare a Catania dopo oltre 20 anni dai fatti

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La quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte di Appello di Caltanissetta che l’11 giugno 2021 aveva rigettato l’istanza di revisione del processo all’architetto Giorgio Lorefice.

Lorefice era stato accusato principalmente del reato di estorsione di una somma di 200 milioni delle vecchie lire in danno dell’ingegnere Giuseppe Di Giovanna, allora ingegnare capo del Comune di Sciacca.

Tratto in arresto nel 2004, Lorefice era stato assolto dal Tribunale di Sciacca con sentenza del 21 gennaio 2009.

Il 15 febbraio 2012, la Corte di Appello di Palermo ebbe a ribaltare la pronuncia assolutoria, condannando l’imputato a 8 anni e 6 mesi di reclusione, oltre al risarcimento in favore della parte civile.

La sentenza venne confermata dalla Corte di Cassazione il 27 marzo 2013.

Nonostante l’inizio della fase di esecuzione della pena, l’architetto Lorefice ha deciso di rivolgersi alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo che, con la nota sentenza del 29 giugno 2017, ha accolto il ricorso riconoscendo la violazione del diritto ad avere un  processo equo, nella misura in cui la sentenza assolutoria di primo grado è stata ribaltata in assenza della riassunzione in appello dei testimoni di accusa.

Il conseguente giudizio di revisione, celebratosi dinanzi la Corte di Appello di Caltanissetta, si è concluso con il rigetto dell’istanza avanzata dall’imputato.

Lorefice, difeso dagli avvocati Roberto Tricoli è Luigi Miceli, ha proposto ricorso per Cassazione, ottenendo l’annullamento della sentenza della Corte di Appello Nissena che, ad avviso dei difensori, non ha correttamente e compiutamente applicato i principi di diritto del “giusto ed equo processo”.    

Il nuovo processo di revisione si terrà dinanzi la Corte di Appello di Catania.

Nella foto, gli avvocati Tricoli e Miceli Tagliavia