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“Estorsione aggravata dal metodo mafioso”, chiesta condanna di 5 margheritesi

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Nel processo a cinque margheritesi sulla cosiddetta “Mafia dei pascoli”, in cui viene contestato il reato di estorsione e illecita concorrenza con minaccia o violenza, aggravati dal metodo mafioso, il pm della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, ha chiesto per tutti la condanna.

Gli imputati sono Pietro e Giovanni Campo, di 73 e 34 anni. Per il primo la richiesta è stata di 7 anni e 4 mesi e per il secondo di 6 anni e 4 mesi. Per Piero Guzzardo, di 46 anni, chiesti 9 anni di reclusione. Chiesti 7 anni e 8 mesi per Pasquale Ciaccio, di 59 anni, e 6 anni e 4 mesi per Domenico Bavetta, di 42.

Il gup del Tribunale di Palermo, Carmen Salustro, che giudica gli imputati con il rito abbreviato, ha rinviato l’udienza al 18 febbraio per la discussione delle parti civili e dell’avvocato Pietro Abate che difende Bavetta.

Il 25 febbraio discuteranno le difese degli altri imputati, l’avvocato Carmelo Carrara per i Campo e per Pasquale Ciaccio. Quest’ultimo è difeso anche dall’avvocato Antonino Augello. Gli avvocati Giuseppe Giambalvo e Giuseppe Oddo difendono Piero Guzzardo.


Le indagini, condotte dallo Sco, dalla Sisco di Palermo e dalle squadre mobili di Agrigento e Palermo, avrebbero permesso di ipotizzare il pervasivo controllo e la gestione illecita delle attività agro-pastorali sul territorio di Santa Margherita Belice, Montevago e Sambuca di Sicilia fino al confine con Contessa Entellina.

Sarebbe stato attuato un controllo sull’economica agro-pastorale dell’area e sull’utilizzo dei fondi agricoli.

Giuseppe Pantano
Giuseppe Pantano
Giornalista Professionista

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