Sarebbero quindici i professionisti saccensi che hanno lavorato a una delle due proposte progettuali che partecipano alla manifestazione d’interesse per la ristrutturazione e la gestione delle Terme di Sciacca.
Una delle due società ha deciso di affidarsi ad uno noto studio di progettazione di Sciacca per la redazione dell’offerta presentata lo scorso 15 aprile.
Lo studio ha poi coinvolto ulteriori professionisti del territorio, contribuendo ad una definizione specialistica degli asset richiesti dal bando internazionale.
Il progetto si fonda su un gruppo di lavoro articolato e variegato con una forte presenza locale assistito da un gruppo legale ed economico finanziario specializzato in gare internazionali con sede a Roma e Milano.
L’impostazione della proposta punta a integrare competenze diverse, dalla progettazione agli aspetti tecnici e gestionali, con l’obiettivo di costruire un modello sostenibile per il rilancio delle Terme, da anni al centro del dibattito sullo sviluppo economico della città.
I professionisti locali avrebbero mirato non solo alla riqualificazione dei beni del complesso termale, ma ampliato ad un vero modello di rigenerazione urbana che intreccerrebbe l’area termale e la zona est della città.
La ratio sarebbe quella sì di un nuovo volto moderno e funzionale per le Terme, con un’area Spa e una dedicata al wellness, ma allo stesso tempo perfettamente integrato e collegato al resto della città. Quest’ ultimo aspetto sarebbe stato affidato alla cura di un grosso gestore termale con un know how internazionale e che in Europa conta uno dei più grandi gruppi di hotellerie.
I posti letto non sarebbero soltanto quei pochi ricavabili dal vecchio Grand Hotel con possibilità di diversificare l’offerta turistica a tre, quattro e cinque stelle. Cinquecentocinquanta quelli che sarebbero stati pensati in strutture dislocate tra Porta Bagni e San Calogero.
La proposta conta anche quattro ristoranti affidati ad un gruppo del settore già rappresentante di noti ristoranti stellati in Italia.
Inoltre, sarebbero state individuate soluzioni all’atavico fabbisogno di parcheggi in linea con il Pums approvato nel 2015 con una dotazione di 500 posti auto nell’area termale.
Uno sguardo rivolto al recupero di tutti i parchi cittadini che insistono attorno al perimetro termale riprendendo le vecchie indicazioni del Piano particolareggiato Samona’.
Infine, inserite due piste di discesa a mare ad est ed ovest del complesso e una struttura da destinare a museo delle Terme di Sciacca per raccontare in un percorso multimediale la storia millenaria delle acque saccensi.
Per conoscere i dettagli dell’opera progettuale del team locale, bisognera’ aspettare.
Allo scoccare dei 45 giorni, si aprirà la fase di valutazione delle due offerte.