Ragioniere agrigentino in manette, documenti falsi per permessi di soggiorno

2024

E’ finito in carcere un ragioniere agrigentino, titolare di uno studio professionale di consulenza contabile e fiscale e anche responsabile di alcuni noti patronati di Agrigento, e’ lui ad essere al centro delle accuse di essere il capo e il promotore di una organizzazione scoperta dalla Fiamme Gialle che era dedita al rilascio di permessi di soggiorno sulla base di falsa documentazione. In manette anche due senegalesi residenti nella Città dei Templi.

Un imprenditore è stato invece posto agli arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico. Eseguite diverse perquisizioni presso abitazioni e studi di consulenza e acquisita documentazione ritenuta utile alla prosecuzione delle indagini.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip di Palermo, su richiesta della procura del capoluogo siciliano. Secondo l’accusa, il ragioniere avrebbe predisposto le dichiarazioni fiscali e i bilanci d’esercizio delle ditte individuali degli stranieri richiedenti il permesso di soggiorno con dati falsi, dando loro direttive ed indicazioni sulle modalità di compilazione postuma delle ricevute e degli scontrini fiscali e delle fatture d’acquisto, per farli coincidere con i dati relativi ai costi d’acquisto e ai ricavi di vendita riportati nei bilanci e nelle dichiarazioni fiscali falsificate. Sempre il professionista avrebbe indicato ai cittadini extracomunitari i nominativi dei soggetti compiacenti disponibili a rilasciare loro fatture false per operazioni inesistenti.

I senegalesi avrebbero svolto il ruolo di intermediari con appartenenti alla loro comunità dell’Agrigentino. Uno si sarebbe anche offerto di sottoscrivere fittizi contratti di locazione. All’imprenditore è contestato l’essersi prestato ad emettere, dietro indicazione del ragioniere, fatture false. Le indagini, sviluppate dai militari del Nucleo di polizia economico finanziaria di Agrigento in stretta sinergia e collaborazione con l’Ufficio immigrazione della Questura di Agrigento, si sono avvalse dell’ausilio fornito dalle banche dati informatizzate in uso alla guardia di finanza