Il Gip ha disposto il rinvio a giudizio dell’avvocato 80enne Antonio Messina, finito in carcere lo scorso aprile con l’accusa di associazione mafiosa. Il processo inizierà il 25 marzo.
Secondo l’accusa, Messina sarebbe il “Solimano” menzionato nei pizzini dal boss latitante Matteo Messina Denaro e dalla sua compagna Laura Bonafede. I pm sostengono che l’avvocato abbia gestito i fondi della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara, garantendo al boss il sostentamento economico durante la latitanza.
I pizzini rivelano critiche e tensioni: Messina Denaro e Bonafede rimproveravano “Solimano” per il mancato rispetto dei patti. «Ci ha distrutto», scriveva la Bonafede in un biglietto destinato al boss, lanciando minacce velate nei confronti dell’avvocato.
Messina, con un ventennio di affari legati alla mafia trapanese, vanta una lunga serie di precedenti per mafia e narcotraffico. La sua figura emerge così come un anello cruciale nel mantenimento della rete criminale di Messina Denaro.