Non ha alcun dubbio Massimo Russo a schierarsi per il Sì al referendum per la riforma della giustizia. Il magistrato di Mazara del Vallo, in servizio alla Procura presso il Tribunale dei minori di Palermo, per 13 anni applicato presso la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, dove si è occupato di mafia trapanese, partecipa a convegni e si confronta anche con suoi colleghi schierati per No.
“La riforma – dice Russo – non solo non condiziona, ma esalta l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Russo picchia duro quando dice che “il fronte del No descrive scenari apocalittici, soluzioni eversive e anticostituzionali, ma se ci atteniamo alla riforma si vede che nasce da lontano. Il Sì è trasversale, non è una storia che nasce a destra, ma anche a sinistra perchè tutti i partiti, dai Ds al Pd, hanno messo nel loro programma separazione delle carriere e istituzione di un’Alta Corte”.
Poi sottolinea: “Non c’è nessun pericolo che il pubblico ministero possa essere condizionato perchè fa parte di un ordine autonomo e indipendente, continua a disporre della polizia giudiziaria, è sempre un magistrato inamovibile e c’è l’obbligatorietà dell’azione penale”.
Russo lancia un appello al voto e scendendo ancora più sul concreto: “Il cittadino vuole essere giudicato da un soggetto terzo che non abbia nulla a che fare nemmeno da lontano con il pubblico ministero. Oggi il pubblico ministero e i giudici sono figli della stessa mamma, magari di padri diversi, ma della stessa mamma”.



