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Dimissioni al Consorzio Universitario Ecua, il professore Giovanni Ruvolo denuncia uno “strappo istituzionale”

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Giovanni Ruvolo, il medico riberese, già direttore del reparto di cardiochirurgia e Professore ordinario di cardiochirurgia all’Università di Roma “Tor Vergata”, ha confermato di avere rassegnato, le proprie dimissioni irrevocabili da Vice-Presidente del Consorzio Universitario Ecua lo scorso settembre, definendole esplicitamente un atto di protesta civile contro la rimozione del Presidente Giovanni Perino e la sua sostituzione, deliberata dalla Giunta regionale, con l’onorevole Antonino Mangiacavallo.
Una scelta che Ruvolo definisce “maturata con profondo rammarico”, ma assunta nella piena consapevolezza delle responsabilità istituzionali, e che segna uno strappo netto rispetto a decisioni ritenute pregiudizievoli per la sostenibilità finanziaria dell’Ente e per il diritto allo studio di oltre 1.300 studenti.
Il risanamento interrotto
Nel ricostruire il contesto, Ruvolo richiama l’avvio, nel marzo 2024, di un percorso strutturato di risanamento amministrativo e finanziario, promosso dalla governance Perino, orientato alla tutela dell’interesse pubblico e al rilancio del sistema universitario agrigentino.
Un percorso che aveva tra gli obiettivi prioritari:
la ricomposizione del disavanzo strutturale, stimato in circa 8 milioni di euro, in larga parte derivante da contenziosi ereditati da precedenti gestioni, compresa quella guidata dallo stesso Mangiacavallo (2019-2022);
l’istituzione di un tavolo tecnico permanente con Università di Palermo, Ersu, Tua e Comuni soci per affrontare le criticità della sede di Calcarelle;
la programmazione di interventi di manutenzione essenziale delle aule;
l’attivazione della mensa universitaria e di un punto ristoro convenzionato;
l’istituzione di un servizio navetta Polo–Ospedale a tariffa calmierata per il corso di Infermieristica;
la richiesta alla Regione Siciliana di una rimodulazione del contributo ordinario, alla luce delle gravi difficoltà finanziarie di molti Comuni soci.
I contenziosi e la trasparenza contabile
Particolare rilievo viene attribuito alla gestione dei contenziosi più gravosi, che continuano a pesare sugli equilibri dell’Ente. Tra questi, quello con l’Università degli Studi di Palermo, relativo a una pretesa creditoria qualificata come “certa, liquida ed esigibile”, ma rispetto alla quale – sottolinea Ruvolo – manca una documentazione idonea a fondarne la legittimità, come già evidenziato in precedenti relazioni dei Collegi dei Revisori.
In tale contesto, la Presidenza Perino aveva promosso un confronto tecnico-contabile, formulando una proposta transattiva e sollecitando una puntuale ricognizione del rapporto debito/credito tra le parti. Nonostante ciò, il contenzioso permane in sede giudiziaria.
Altro nodo critico è il contenzioso con il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, nel quale il Consorzio Ecua è risultato soccombente in primo grado. La controversia riguarda circa 600 mila euro iscritti in bilancio come credito, con evidenti ricadute sulla rappresentazione veritiera della situazione patrimoniale. Anche in questo caso, erano state avviate interlocuzioni istituzionali finalizzate sia alla definizione del contenzioso sia al possibile rientro della Provincia nella compagine consortile, riconoscendone il ruolo storico nel sostegno all’università agrigentina.
Risultati concreti, nonostante le dimissioni
Ruvolo rivendica con forza i risultati finanziari conseguiti anche in regime di prorogatio, nel pieno rispetto dei limiti della gestione ordinaria. In particolare:
il 12 settembre 2025 l’incasso di 692 mila euro relativi al contributo regionale 2022/2023, mai riscosso dalla precedente governance;
il 15 dicembre 2025 l’incasso di ulteriori 672 mila euro per l’anno accademico 2023/2024.
Entrate che hanno consentito di salvaguardare gli equilibri minimi di cassa, adempiere agli obblighi inderogabili e proseguire il risanamento, come attestato dalla relazione del Collegio dei Revisori dei Conti del 30 novembre 2025.
Le ragioni della rottura
Secondo Ruvolo, la sostituzione di Perino con Mangiacavallo rischia di:

interrompere il processo di risanamento appena avviato;
vanificare il lavoro tecnico-amministrativo svolto;
riproporre modelli gestionali che hanno contribuito all’attuale disavanzo.
Da qui la decisione di non avallare scelte ritenute incompatibili con la missione dell’Ente e di rinunciare a un incarico svolto a titolo completamente gratuito, escludendo qualsiasi ambiguità su interessi personali o richieste di ulteriori ruoli.
Un appello alle Istituzioni
Con le dimissioni, Ruvolo lancia un appello chiaro alle Istituzioni regionali e locali affinché si proceda a:
salvaguardare i principi di trasparenza, correttezza e responsabilità amministrativa;
garantire la continuità delle iniziative già deliberate (mensa, trasporti, manutenzioni);
approvare un piano di rientro triennale, con il parere favorevole dei Revisori e dell’Assessorato competente;
assicurare un incremento strutturale del contributo regionale, legato a obiettivi di risultato misurabili.
“Il Consorzio non sia ostaggio di logiche estranee”
“Il Consorzio Universitario Ecua – patrimonio dell’intera provincia di Agrigento – non può e non deve essere ostaggio di logiche estranee alla propria missione istituzionale”, conclude Ruvolo, dichiarando la propria disponibilità verso la comunità universitaria e gli organi di controllo.
Un intervento che va oltre la cronaca delle dimissioni e si configura come una presa di posizione politica e civile, destinata ad alimentare il dibattito sul futuro dell’università ad Agrigento e sul ruolo delle istituzioni regionali nelle sue scelte strategiche.

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