Samona’ ancora al centro del dibattito, Musumeci lo riaprirà, la sindaca chiarisce e Monte convoca gli Stati Generali del Teatro

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«Il teatro regionale Samonà di Sciacca va riaperto al più presto possibile». Lo ha dichiarato il governatore Nello Musumeci al termine del sopralluogo effettuato nella struttura agrigentina, insieme al sindaco Francesca Valenti, al dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali Sergio Alessandro e al soprintendente Michele Benfari. Il governatore aveva detto quanto sintetizzato nel comunicato che arriva dopo la visita a Sciacca anche ai nostri microfoni.
” Da anni il teatro, affidato in concessione dal precedente governo al Comune, – si legge ancora nella nota stampa – è chiuso. Vanno completati alcuni lavori sul palcoscenico, oltre a una revisione generale dei servizi tecnici.
A giorni si terrà un incontro operativo a Palazzo Orleans a Palermo per verificare la possibilità di utilizzare progetti già esistenti e mai approvati. In caso contrario si procederà a un incarico esterno per l’adeguamento della struttura teatrale.«E’ un peccato – prosegue il presidente della Regione – che un gioiello destinato ad attività convegnistica, congressuali, oltre che teatrali, debba restare precluso alla città. Dopo aver eseguito i lavori valuteremo se affidarlo al Comune o a soggetti privati, attraverso una procedure di evidenza pubblica».

La sindaca intanto stamane interviene con una nota stampa a seguito della nota di ieri di Fratelli d’Italia che ribadiva la fattibilita’ di presentazione dell’istanza al bando regionale da parte del comune. Mancata partecipazione sulla quale perfino Musumeci avrebbe chiesto conto alla sindaca

“La norma scritta – afferma e chiarisce oggi la sindaca – nell’avviso pubblico per il finanziamento dei teatri è chiara e non interpretabile. Il Comune di Sciacca, ribadisco ancora una volta, non avrebbe potuto partecipare con una propria istanza per il Samonà in quanto non titolato. Il Comune non è né proprietario, né è un soggetto privato gestore come dice in modo limpido la norma scritta dalla Regione Siciliana che è l’unico soggetto titolato”.

È quanto dichiara il sindaco Francesca Valenti in replica al comunicato stampa di Fratelli d’Italia.

“Il gruppo politico di Fratelli d’Italia – aggiunge il sindaco – ha riportato nella propria nota solo una parte del breve confronto sulla questione che è stata tirata fuori nel corso della visita del Presidente Nello Musumeci a Sciacca. E in quell’occasione, in cui il presidente Musumeci parlava del futuro del teatro della Regione, ho proprio ribadito che in quell’avviso si escludevano enti pubblici concessionari. Peraltro, voglio ricordare che il Comune di Sciacca ha un affidamento “provvisorio”, di un anno. L’articolo 2 dell’avviso dice che: ‘Possono presentare domanda di contributo: a) gli Enti Locali e regionali, e loro forme associative, per interventi su beni di loro proprietà; soggetti privati gestori di sedi di spettacolo di proprietà pubblica, previo accordo con l’ente locale o regionale proprietario dell’immobile; b) soggetti privati per interventi su beni di loro proprietà’. Il Comune di Sciacca – va ribadito – non è proprietario ne’ gestore privato. Quindi, non rientrando tra i soggetti indicati espressamente e chiaramente nella norma, non poteva partecipare al bando. Ma questo, prendo atto, non si vuol capire”.

Intanto il consigliere Monte interviene proprio in merito alla visita di Musumeci al teatro e alla mancata partecipazione al bando.

“Se la delusione – scrive oggi l’ex assessore – avesse un nome credo che si chiamerebbe “Teatro Popolare di Sciacca”. Quel “Samoná” di via Agatocle oggetto di bagarre politica di qualche giorno fa. La mancata partecipazione del comune di Sciacca al bando, promosso dalla Regione Sicilia, in merito alla manutenzione dei Teatri Siciliani, era stata liquidata con un “non potevamo partecipare”. In una città con mille problemi chi mai sarebbe tornato sull’argomento? È stata la visita a sorpresa del presidente della regione, incomprensibile e per niente condivisibile nella sua forma , a dare la risposta a ciò che affermavo da giorni e che grazie agli amici di Fratelli d’Italia è stata resa pubblica. Il Comune di Sciacca poteva partecipare a quel bando. La mia incazzatura quindi (passatemi il termine) non era semplice aria fritta ma basava i miei convincimenti su qualcosa di chiaro e di reale. E mentre la delusione lascia spazio alla rabbia, nella nostra ridente cittadina si riflettono i primi splendori del metodo Bilbao: perdere i finanziamenti non partecipando ai bandi. E mentre la politica lascia spazio alla crisi infinita della maggioranza, c’è un mondo teatrale che attende invano. Qualcuno è convinto, probabilmente, che con l’ausilio di qualche tecnico si possano risolvere celermente problemi legati alle nostre strutture teatrali chiuse ormai da troppo tempo. Io non ci sto e nei prossimi giorni mi farò promotore, in sede diversa da quella comunale, dei primi “stati generali del Teatro”, iniziativa basata sulla praticità e la concretezza e non sulla filosofia. Politicamente parlando sarà mia cura, invece, nei prossimi giorni, sottoporre all’amministrazione comunale una attenta interrogazione a risposta scritta ed urgente per comprendere, nel dettaglio, chi, come, quando e perché ha ritenuto giusto non partecipare a quel bando. Fine primo atto. Spero che gli amici del PD non annoverino anche questo accaduto tra i successi di questa amministrazione”.