Cronaca / Attualità

Il movimento “Santa Margherita Unita” denuncia disagi e servizi ridotti per i cittadini

Disagi crescenti e assistenza sanitaria ridotta nel territorio belicino. A denunciarlo è il movimento “Santa Margherita Unita”, che ha inviato una segnalazione formale alle istituzioni competenti chiedendo interventi immediati per il ripristino dei servizi essenziali.

Al centro delle criticità, la mancata copertura quotidiana della medicina di base.

Il servizio, un tempo garantito per tutta la settimana lavorativa, oggi risulta limitato: il poliambulatorio resta chiuso il lunedì e, più recentemente, anche il giovedì mattina.

Una situazione che, secondo quanto evidenziato, comporta inevitabili disagi per l’utenza, concentrando l’afflusso nei pochi giorni di apertura e causando lunghe attese.

Ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la sospensione delle prestazioni specialistiche. Attività come cardiologia, urologia e chirurgia risultano attualmente non disponibili, con conseguenze rilevanti soprattutto per i pazienti cronici, impossibilitati a effettuare controlli periodici o a ottenere il rinnovo dei piani terapeutici necessari per l’accesso ai farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale.

La carenza di servizi locali costringe molti cittadini a spostarsi nei comuni limitrofi.

Per alcune pratiche, come il rinnovo delle esenzioni, è necessario recarsi a Sambuca di Sicilia, mentre per visite specialistiche e terapie il punto di riferimento diventa Sciacca, distante oltre venti chilometri.

Una condizione che pesa in particolare su anziani e soggetti fragili, non sempre in grado di affrontare spostamenti frequenti o costi aggiuntivi.

Nel documento si evidenzia inoltre l’assenza di comunicazioni ufficiali o iniziative risolutive da parte dell’amministrazione comunale, nonostante le segnalazioni già avanzate nei mesi scorsi e il tema della sanità fosse stato centrale nel dibattito politico locale.

Da qui la richiesta di interventi urgenti: la riattivazione quotidiana degli ambulatori, il ripristino delle visite specialistiche e la definizione di un piano sanitario chiaro per il territorio, in grado di garantire livelli adeguati di assistenza.

Il movimento annuncia infine che, in assenza di risposte concrete, valuterà ulteriori iniziative per la tutela del diritto alla salute dei cittadini.

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