Catania apre ufficialmente i festeggiamenti in onore di Sant’Agata, esprimendo gratitudine alla sua Patrona per l’assenza di vittime durante la violenta mareggiata provocata dal ciclone Harry. Un inizio carico di significato, che unisce fede, memoria collettiva e senso di comunità.
Nel suo messaggio ai fedeli, l’arcivescovo Luigi Renna ha lanciato un forte appello alla responsabilità personale e civica, sottolineando come la festa non possa ridursi a mero spettacolo o folclore, ma debba diventare un’occasione di crescita etica e spirituale per l’intera città.
Sant’Agata viene proposta come modello di coerenza, trasparenza e testimonianza, valori quanto mai necessari in un contesto sociale segnato da fragilità, povertà educativa e fenomeni di corruzione.
Un messaggio rivolto in particolare ai giovani, chiamati a essere protagonisti credibili attraverso lo studio, il rifiuto delle dipendenze, relazioni autentiche, l’impegno nel volontariato e la cura della città.
L’edizione di quest’anno assume inoltre un rilievo speciale in vista di un possibile riconoscimento della festa di Sant’Agata come Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco.
In questo percorso si inserisce la presenza a Catania di Pier Luigi Petrillo, docente di Diritto Comparato all’Università Unitelma Sapienza e alla Luiss Guido Carli di Roma, la cui partecipazione rafforza la consapevolezza del valore universale della tradizione agatina.
Ad aprire il cerimoniale cittadino sarà stata la consegna della mazza d’argento al nuovo mazziere, Ezio Scerri. La cerimonia, coordinata dall’ufficio guidato da Giuseppe Blandini e Ivana Cianci, ha visto la partecipazione di 70 elementi della banda dei Carabinieri provenienti da Roma e lo schieramento di valletti, vigili urbani e vigili del fuoco con il gonfalone del Comune, simbolo dell’unità e della solennità cittadina.
Il programma è proseguito con l’uscita delle storiche carrozze del Senato dal Palazzo degli Elefanti.
A mezzogiorno, dalla chiesa di Sant’Agata alla Fornace, è partita la solenne processione dell’Offerta della Cera, composta da autorità religiose, civili e militari, capitoli delle basiliche e delle collegiate, ordini cavallereschi, seminaristi e gonfaloni istituzionali. Un gesto di riconoscenza, promessa e supplica che si è concluso in Cattedrale con il solenne Te Deum e la benedizione eucaristica, segnando l’inizio ufficiale delle celebrazioni.
In serata non ci sara’ il tradizionale ricevimento a Palazzo degli Elefanti. I catanesi si ritroveranno invece in piazza Duomo per lo spettacolo pirotecnico del 3 febbraio e per il concerto con il Coro Lirico Siciliano e i Fanciulli di Agata.
Il 4 febbraio, giornata del Giro Esterno, la Cattedrale aprirà le porte prima dell’alba per la recita del Rosario.
Dalla Porta Uzeda partirà la grande processione delle reliquie sull’argenteo Fercolo, che ha attraversato i luoghi simbolo della storia e del martirio della Santa e i quartieri popolari della città.
Il 5 febbraio, solennità di Sant’Agata Vergine e Martire, in mattinata le autorità cittadine parteciperanno al Pontificale in Cattedrale; nel pomeriggio le reliquie ritorneranno in processione lungo via Etnea, piazza Cavour e via Caronda.



