La desertificazione commerciale del centro storico di Sciacca è al centro del dibattito cittadino e SpazioCentro, che riunisce un gran numero di operatori commerciali del centro, ha diffuso, con Fabio Venezia, una nota con proposte operative per il rilancio immediato dell’area. L’incontro di oggi nella sala Blasco è risultato mancante di un confronto che i commercianti auspicavano e invece gran parte dello spazio lo hanno occupato operatori politici.
Secondo quanto evidenziato nella nota, il fenomeno incide direttamente sulla vitalità economica, sul decoro urbano e sulla sicurezza. Una tendenza diffusa in molte città italiane, aggravata dall’espansione delle vendite online e dalla crisi economica, che colpisce in particolare il commercio di prossimità.
Nel caso di Sciacca, l’associazione individua una serie di scelte politiche che, negli anni, avrebbero contribuito allo svuotamento del centro storico. Tra queste, la chiusura dell’ospedale di via Figuli nel 2002 e il suo successivo abbandono, la cessazione delle attività del complesso termale nel 2015, la riduzione dei parcheggi a fronte dell’ampliamento delle aree pedonali, inclusa via Roma, e lo spostamento della stazione degli autobus senza mantenere una fermata nel centro.
Decisioni che, secondo SpazioCentro, hanno determinato una significativa diminuzione dei visitatori, provenienti sia dai Comuni limitrofi sia dalla periferia cittadina.
Accanto all’analisi, l’associazione propone una serie di interventi ritenuti prioritari. Tra questi, misure urgenti per la sicurezza, alla luce di episodi di microcriminalità, vandalismo e risse che incidono sull’immagine del centro. Sul fronte della mobilità, viene chiesta una revisione del sistema di viabilità, con particolare riferimento alla ztl e alle isole pedonali, giudicate inefficaci in assenza di servizi adeguati come i parcheggi e accompagnate da una segnaletica ritenuta in alcuni casi fuorviante. Proposta anche la riapertura al traffico veicolare di via Roma e una riorganizzazione degli orari della Ztl.
Tra le richieste figurano una revisione del sistema sanzionatorio, con limitazioni ai casi più gravi, e interventi economici a sostegno delle attività esistenti, attraverso riduzioni delle imposte comunali come Tari e canoni per il suolo pubblico. SpazioCentro sollecita anche il sostegno, tramite Anci, all’introduzione della cedolare secca per gli affitti commerciali, con l’obiettivo di calmierare i canoni e favorire nuove aperture.
Infine, viene rilanciata la proposta di attivare un mercatino di qualità nel centro storico, anche limitato ai fine settimana, con prodotti tipici e antiquariato.
“Un centro storico senza attività commerciali diventa un quartiere dormitorio, un quartiere fantasma”, si legge nel comunicato diramato da Fabio Venezia. L’associazione rivendica inoltre il ruolo svolto negli anni dal “centro commerciale naturale Spazio Centro”, sottolineando come le proprie proposte di collaborazione alle amministrazioni comunali abbiano ricevuto risposte negative. Sulla ztl, SpazioCentro precisa di non averla osteggiata, ma di averla ritenuta “fallimentare e da migliorare”.