Una grave emergenza ambientale e infrastrutturale sta interessando il litorale di Seccagrande, frazione balneare del Comune di Ribera, a seguito degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio nelle ultime settimane. La denuncia dell’episodio e’ stata fatta dal Wwf e Marevivo.
Dopo il passaggio dell’uragano “Harry” e le violente mareggiate, l’intensa erosione costiera ha compromesso in maniera significativa le tubazioni di convogliamento dei reflui fognari dell’intera borgata, determinando una situazione definita da più parti di estrema criticità.
Il punto più allarmante riguarda la rottura dei condotti in prossimità della stazione di sollevamento fognario, con il conseguente sversamento diretto in mare di ingenti volumi di acque nere.
Una circostanza che pone seri rischi per l’ecosistema marino, per la salute pubblica e per la stagione balneare 2026, ormai alle porte.
Le mareggiate, parallelamente hanno causato il crollo di ampi tratti della sede stradale del prolungamento del lungomare, attualmente chiuso al transito per motivi di sicurezza.
Il danno infrastrutturale si somma dunque a quello ambientale, aggravando un quadro già fortemente compromesso.
In riferimento alla nota delle associazioni ambientaliste Wwf e Marevivo, l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno fornire chiarimenti sull’attività posta in essere.
Secondo quanto comunicato dal Comune, sin dalle ore successive al passaggio del ciclone il territorio è stato oggetto di una ricognizione puntuale dei danni, con tempestiva trasmissione delle segnalazioni ufficiali alla Protezione Civile della Regione Siciliana, al Genio Civile e agli enti competenti, anche ai fini dell’eventuale dichiarazione dello stato di emergenza.
Particolare attenzione sarebbe stata dedicata proprio al tratto costiero di Seccagrande, formalmente segnalato per fenomeni di erosione, danni alle opere di difesa costiera e criticità infrastrutturali.
Dopo la mareggiata del 13 febbraio, l’Amministrazione ha inoltre evidenziato l’aggravamento della situazione nell’area dell’impianto di sollevamento fognario, richiedendo verifiche urgenti e interventi di messa in sicurezza.
A conferma dell’azione amministrativa, sono stati effettuati due sopralluoghi da parte della Protezione Civile regionale e dei tecnici del Genio Civile, finalizzati alla valutazione tecnica dello stato dei luoghi e alla definizione delle possibili misure di intervento. Il Comune ribadisce di non aver mai sottovalutato l’evento e di aver operato con tempestività e piena territorio di Seccagrande rappresenta una priorità assoluta.
Sul fronte politico, sei consiglieri comunali – Costa, Inglese, Salvatore Tortorici, Giovanni Tortorici, Federica e Alfredo Mulè hanno presentato un’interrogazione urgente al Sindaco, chiedendo interventi immediati e straordinari per fermare lo sversamento delle acque nere, ripristinare il lungomare e garantire la sicurezza in vista della stagione estiva 2026, oltre all’attivazione immediata della Protezione Civile regionale.
“Il Sindaco, quale Autorità di Protezione Civile, ha il dovere di emettere subito ordinanze urgenti e intervenire come soggetto attuatore – dichiara il consigliere Vincenzo Costa–. Non basta limitarsi alle comunicazioni all’Aica: lo sversamento va bloccato immediatamente con poteri straordinari. Se non si interviene ora su fognature e lungomare, la stagione estiva 2026 è ufficialmente compromessa. La burocrazia non può distruggere il nostro mare”.
La vicenda resta al centro del confronto istituzionale e politico.
La comunità di Seccagrande attende risposte mentre cresce la preoccupazione per un’emergenza che, da ambientale, rischia di trasformarsi in una crisi sanitaria ed economica per l’intero territorio