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I pm di Palermo impugnano l’assoluzione di Marciante, Di Natale e Catanzaro di Sciacca

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La Procura della Repubblica di Palermo ha impugnato la sentenza che, il 14 ottobre 2025, ha disposto una condanna e un’assoluzione per associazione mafiosa e due assoluzioni per scambio elettorale politico-mafioso riguardanti imputati di Sciacca.

La dichiarazione di appello porta la firma dei sostituti Claudio Camilleri, Francesca Dessì e Maria Ticino. Adesso la Corte di Appello di Palermo dovrà fissare la data di inizio del processo.

Il gup del Tribunale di Palermo, Carmen Sallustro, nella tranche del processo che si è celebrato con il rito abbreviato, scaturito da un’indagine su mafia e appalti svolta a Sciacca dalla guardia di finanza con imputati tutti saccensi, ha condannato Domenico Friscia, di 61 anni, a 10 anni e 8 mesi di reclusione. Friscia è stato assolto dall’accusa di avere diretto la famiglia mafiosa di Sciacca ed è per quest’aspetto che la procura nei suoi confronti ha impugnato la sentenza. Per Friscia l’accusa aveva chiesto 20 anni di reclusione con l’aggravante dell’organizzazione e non soltanto la partecipazione.

Per Giuseppe Marciante, di 37 anni, il pm aveva chiesto 13 anni per associazione mafiosa ed è stato assolto perché il fatto non sussiste.

Il gup del Tribunale di Palermo ha assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di scambio elettorale politico-mafioso Vittorio Di Natale, di 50 anni, per il quale il pm aveva chiesto 8 anni di reclusione, e Rosario Catanzaro, di 65 anni, per il quale la richiesta era stata di 6 anni e 8 mesi.

Adesso per tutti dovrà essere celebrato il processo d’appello a seguito della decisione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo di impugnare la sentenza.

Un’altra tranche di questo processo, con altri imputati, giudicati con il rito ordinario, è ancora in primo grado dinanzi ai giudici del Tribunale di Sciacca.

Giuseppe Pantano
Giuseppe Pantano
Giornalista Professionista

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