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Maxi sequestro antimafia tra Agrigento e Palermo: beni per oltre 15 milioni di euro

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Un ingente patrimonio è finito sotto sequestro nell’ambito di un’operazione condotta dalla Guardia di finanza dei Comandi provinciali di Agrigento e Palermo.

Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, riguarda un soggetto ritenuto figura di rilievo della criminalità di Licata, già condannato in via definitiva per trasferimento fraudolento di valori e considerato socialmente pericoloso.

Le indagini hanno ricostruito un articolato sistema economico riconducibile all’indagato, che avrebbe gestito una rete imprenditoriale attraverso intestazioni fittizie.

Secondo gli accertamenti, almeno 22 prestanome – tra familiari e soggetti compiacenti – sarebbero stati utilizzati per occultare la reale titolarità dei beni e sottrarli a eventuali interventi giudiziari.

Alla base del decreto c’è una dettagliata analisi patrimoniale che ha evidenziato un netto squilibrio tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati nel tempo.

Il sequestro riguarda complessivamente beni per un valore superiore ai 15 milioni di euro.

Nel dettaglio sono state bloccate 10 società attive in diversi comparti produttivi, tra cui agroalimentare, logistica e imballaggi, 156 immobili distribuiti tra Agrigento, Licata, Palma di Montechiaro, Aragona, Ravanusa, Ribera e Butera, oltre a 32 veicoli e 26 rapporti tra conti correnti e strumenti finanziari.

L’attività si inserisce nel più ampio contrasto alle ricchezze di provenienza illecita, con l’obiettivo di incidere direttamente sui patrimoni accumulati illegalmente e, allo stesso tempo, proteggere il tessuto economico legale da infiltrazioni che alterano la concorrenza.

Il provvedimento ha natura preventiva e resta subordinato al confronto tra le parti, previsto davanti al Tribunale di Palermo nella fase successiva del procedimento.

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