Con un gesto che ha suscitato forte reazione istituzionale e civile, a Canicattì è stato sottratto il pannello in acciaio corten con il nome del Beato Rosario Livatino dal Giardino dei Giusti all’interno della Villa Comunale “Stefano Saetta”. Lo
A darne notizia è stato un comunicato del primo cittadino che parla apertamente di atto “vile e oltraggioso”, sottolineando come la rimozione della “foglia” commemorativa non rappresenti un semplice episodio vandalico, ma un gesto che colpisce un simbolo identitario della comunità.
Secondo quanto riferito, le Forze dell’Ordine sono state immediatamente allertate e hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. Il pannello sarà ripristinato.
Oltre alla targa di Livatino è stata portata via anche quella di Antonino Sciascia
Il significato del gesto, viene evidenziato, va oltre il danno materiale: Livatino, primo magistrato nella storia della Chiesa cattolica ad essere beatificato, rappresenta un riferimento per i valori di giustizia, legalità e servizio allo Stato. Colpire il luogo che ne custodisce la memoria significa incidere su un patrimonio civile condiviso.
Parallelamente, un’iniziativa di segno opposto arriva da Sambuca di Sicilia, dove la figura del magistrato sarà al centro di un momento religioso e culturale inserito nei festeggiamenti della Madonna dell’Udienza.
Dal 3 al 4 maggio, infatti, la comunità accoglierà la reliquia del Beato Livatino presso il Santuario dell’Udienza, mentre dal 3 al 31 maggio sarà visitabile la mostra fotografica “Virgo Fidelis”, dedicata al rapporto tra l’Arma dei Carabinieri e il culto mariano nel territorio agrigentino.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune e la Parrocchia, prevede anche un percorso espositivo allestito nell’ex Chiesa di San Sebastiano all’Ospedale, con immagini che raccontano il ruolo dell’Arma nella vita quotidiana e il suo legame con la comunità.
La presenza della reliquia viene presentata come un momento di forte valore simbolico: Livatino, magistrato che operava “Sub Tutela Dei”, è indicato come esempio di integrità morale e coerenza tra fede e impegno civile.
Il collegamento con la “Virgo Fidelis”, patrona dei Carabinieri dal 1949, rafforza il senso dell’iniziativa, che unisce dimensione spirituale e testimonianza istituzionale.
Il programma prevede, tra il 2 e il 4 maggio, celebrazioni liturgiche, incontri comunitari e visite degli studenti, con un coinvolgimento diretto delle scuole del territorio.
Due episodi, diversi ma collegati dalla stessa figura: da un lato uno sfregio che colpisce la memoria, dall’altro un percorso che la rafforza e la trasmette.



