Sindaci e presidi agrigentini: “Sì alle scuole aperte, ma ci servono altri strumenti per contenere il virus”

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“Salutiamo con favore la decisa volontà del governo nazionale di tenere aperte le scuole,
nonostante tutto, e come responsabili del servizio scolastico e delle comunità non possiamo non essere d’accordo sulla fondamentale importanza che le istituzioni scolastiche rivestono”. Lo scrivono in una lettera indirizzata anche al presidente della Regione Sicilia e ai vertici scolastici e sanitari.
“Esse rappresentano – aggiungono – infatti, punti di riferimento per la vita e lo sviluppo dei nostri bambini e ragazzi, sono palestre di crescita non solo culturale ma anche importante momento di socialità in un periodo storico che mina le loro e le nostre certezze, un periodo che li appesantisce e li logora. Riconosciamo il ruolo centrale di formazione e sviluppo delle future generazioni e quindi di
volano della società. Al tempo stesso, però, come responsabili della salute dei nostri alunni e del personale scolastico e come autorità sanitarie locali nutriamo non poche preoccupazioni.
Posto che le leggi dello Stato si rispettano e non si discutono, come dirigenti scolastici, sindaci
e comunità scolastiche, unitamente ad altri operatori (RSPP, RLS, Presidenti dei Consigli di Istituto e/o di Circolo) sentiamo il dovere di condividere con gli Uffici, con gli Assessorati alcune riflessioni che ci stanno particolarmente a cuore.
Nei mesi estivi, in raccordo con gli Enti Locali, abbiamo preparato le nostre aule secondo le
stringenti indicazioni sul distanziamento sociale, abbiamo frequentato e fatto frequentare al personale corsi sui protocolli da seguire per il contrasto del Covid-19.
Abbiamo inculcato nei collaboratori scolastici la preoccupazione costante di igienizzare e
sanificare gli ambienti. Abbiamo cercato di rendere la scuola, il luogo più socievole del mondo, uno spazio ordinato e distanziato nella speranza che il pedissequo rispetto delle regole potesse tenere lontano questo maledetto virus.
Abbiamo creduto in tutto quello che abbiamo fatto! A cambiare in parte le regole del gioco ci ha pensato però l’arrivo delle varianti e la loro conclamata aggressività nei confronti dei più piccoli.
” Alcuni di noi – si legge ancora – Dirigenti Scolastici e Sindaci, hanno sperimentato i contagi, in particolar modo nei segmenti della scuola dell’infanzia e primaria, ed hanno conosciuto, soprattutto nei piccoli paesi, la velocità con cui il virus ha colpito genitori, nonni e parenti.
Abbiamo compreso che i protocolli e le continue sanificazioni sono misure necessarie,
ma non sufficienti affinché il virus non si diffonda”.
E così veniamo a chiedere, a chi può disporlo, di essere dotati di ulteriori strumenti. Se da un
lato siamo ampiamente consapevoli del valore fondante della Scuola, dall’altro chiediamo di non essere lasciati soli!”.
“Se le scuole – sottolineano – devono rimanere aperte, in relazione alle esperienze vissute sul campo, diventa fondamentale ed urgente:
• L’attivazione di screening periodici su tutto il personale e su tutti gli studenti;
• Il monitoraggio continuo e costante delle condizioni di ciascun istituto al fine di poter
effettuare tempestivamente i tracciamenti e prevenire i contagi;
• L’adozione di Specifici Protocolli di intervento condivisi, a seguito di maggiore diffusione di
contagio, tra Aziende sanitarie territoriali, Istituzioni scolastiche, Enti locali proprietari degli
immobili ed Organi territoriali di Governo;
• La formalizzazione di una apposita cabina di regia permanente territorialmente competente,
tra gli organi di governo territoriale, Aziende sanitarie, forze istituzionali di soccorso e Ambito
territoriale a supporto delle istituzioni scolastiche.
Sarebbe auspicabile altresì:
• La centralizzazione e l’unificazione degli approvvigionamenti dei prodotti e delle attrezzature
per gli igienizzanti e sanificanti e dei D.P.I. specifici (chirurgiche e FFP2);
• La programmazione di interventi mirati alla dotazione di sistemi di sanificazione dell’aria e
delle superfici di tipo permanente (anche in presenza perché non nocivi), al fine di eliminare
le sanificazioni programmate e manuali;
• La programmazione di interventi mirati a fornire le Istituzioni scolastiche di idonei impianti
di aerazione meccanica e controllo della qualità dell’aria;
• La definizione di chiare e univoche prescrizioni su: numero max di persone presenti all’interno degli spazi scolastici, soprattutto per le aule, distribuzione e conformazione tipo, sicurezza in caso di emergenza oltre che per anticontagio

da condividere con le
Amministrazioni erogatrici dei servizi e/o fornitori terzi, delle attività per la mensa scolastica;
• La definizione chiara ed unitaria di un protocollo di gestione anti contagio da inserire nei
regolamenti scolastici e da condividere con l’utenza scolastica.
Siamo consapevoli che tante possono essere le difficoltà connesse alla nostra richiesta: la disponibilità
dei tamponi, il personale per effettuarli, la volontarietà di chi vi si deve sottoporre.
Proprio per questa ragione indirizziamo questa nostra lettera ad una pluralità di destinatari per
potere organizzare nei territori dei tavoli tecnici con gli Uffici Scolastici, con i Sindaci, con le ASP,
con i medici di famiglia e con i pediatri.
Noi siamo dirigenti ma con un’autonomia che ci rende capaci di rispondere soltanto alle
conseguenze di ciò che accade e a volte anche penalmente. Vogliamo disporre della nostra leadership per sederci intorno a un tavolo con chi ha la possibilità di fornirci gli strumenti per combattere e contrastare questa pandemia che minaccia la salute di tutti”.
“Chiediamo, inoltre – si legge – con forza, che si possa pensare nel prossimo futuro anche ad interventi di areazione forzata delle aule. Cinema e teatri, molto più ampi di un’aula di medie dimensioni, sono
stati chiusi perché ritenuti non sicuri e le scuole spesso ospitano fino a 28 alunni in un unico spazio
che garantisce il distanziamento, ma di certo non l’areazione adeguata dei locali.
Suggeriamo, inoltre, di aprire una discussione su importanti spunti di riflessione che
travalicano, certamente, le competenze regionali ma che rivestono carattere di rilevante e sostanziale importanza, come la definizione di un corpus normativo unitario delle misure di prevenzione anti contagio, che abbia carattere provvedimentale ed esimente, se applicato, per tutto il personale
scolastico e l’esclusione della responsabilità penale per il personale scolastico in caso di fatti
penalmente rilevanti in ordine ai contagi determinati dal Covid-19.
Sicuri che queste nostre riflessioni non possano lasciare indifferenti i nostri attenti
interlocutori, attendiamo fiduciosi un sollecito riscontro per pianificare le conseguenti azioni
necessarie”