A seguito della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Sciacca è stata data esecuzione nei confronti di una donna ad una ordinanza di misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa per il reato di stalking e lesioni personali.
Le indagini, avviate dai carabinieri di Ribera successivamente alla querela della persona offesa, hanno permesso di accertare che l’indagata, con condotte reiterate e senza alcun apparente motivo, avrebbe molestato la persona offesa appostandosi sotto la sua abitazione, seguendolo e, in alcune circostanze, aggredendolo sia verbalmente che fisicamente.
In particolare, in un occasione, mentre la persona offesa si trovava all’interno della propria automobile, l’indagata si sarebbe avvicinata, avrebbe aperto lo sportello anteriore dell’automobile indirizzandogli parole del tipo “ti ammazzo; bastardo; frocio”. Lo avrebbe graffiava in volto e, dopo averlo fatto scendere dalla vettura, colpito con calci e pugni, provocandogli lesioni personali, giudicate guaribili in 2 giorni.
Visti i gravi indizi di colpevolezza e la pluralità delle condotte, tali da cagionare nella persona offesa un perdurante e grave stato d’ansia e di paura per la propria incolumità, l’indagine ha consentito alla Procura di chiedere l’applicazione di una misura cautelare, disposta dal gip.
Alla donna è stato applicato il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa con le particolari modalità di controllo del braccialetto elettronico.
A seguito della richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Sciacca è stata data esecuzione anche ad una ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare in carcere a carico di un cittadino residente a Bivona, ritenuto responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia ed estorsione nei confronti della madre.
Le indagini, avviate dai carabinieri di Bivona, hanno permesso di accertare che l’indagato avrebbe maltrattato la madre ponendo in essere una serie di atti di vessazione e violenza fisica reiterati tali da cagionarle sofferenza, privazione, umiliazione e disagio.
In diverse occasioni, anche alla presenza di minori, l’avrebbe ingiuriata, offendendola, umiliandola, aggredendola fisicamente e sottoponendola anche a mortificazioni psicologiche.
Accertato che con più atti reiterati nel tempo e con cadenza settimanale, l’indagato avrebbe costretto la madre ad elargire somme di denaro periodiche ed a lasciargli la disponibilità di un abitazione di cui la persona offesa è usufruttuaria.
Vista la gravità dei maltrattamenti subiti tramite numerosi atti di vessazione e violenza, l’indagine ha consentito alla Procura di chiedere e ottenere dal gip la custodia cautelare in carcere.



