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Il Tar dà ragione ai farmacisti specializzandi, annullata l’esclusione dalla graduatoria e condanna per l’Asp

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Il Tar Palermo ha annullato la mancata approvazione della graduatoria dei farmacisti specializzandi relativa a una procedura selettiva indetta dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, condannando l’Amministrazione anche al pagamento delle spese legali, pari a 3.000 euro.
Con la sentenza del 2 gennaio 2026, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da alcuni farmacisti in formazione specialistica, difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, censurando duramente il comportamento dell’Asp che aveva di fatto escluso i giovani professionisti dalla procedura.
La vicenda
Tutto ha origine nel novembre 2024, quando l’Asp di Palermo indice un avviso pubblico per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a farmacisti. Il bando prevedeva espressamente la partecipazione dei farmacisti specializzandi a partire dal secondo anno di corso, in conformità a quanto stabilito dalla Legge n. 145/2018.
Diversi candidati, tra cui i dottori C.B., M.S. e I.M., partecipano alla selezione, superano il colloquio e si collocano nelle prime posizioni della graduatoria riservata agli specializzandi.
Nel febbraio 2025, però, l’Asp cambia improvvisamente rotta: approva esclusivamente la graduatoria dei farmacisti specialisti e omette di approvare quella degli specializzandi, sostenendo che la previsione del bando che consentiva la loro partecipazione fosse frutto di un presunto “errore materiale”.
Il ricorso e il nuovo bando
I farmacisti esclusi impugnano i provvedimenti davanti al Tar. Nel corso del giudizio, l’Asp tenta di difendere il proprio operato e, nel frattempo, nel settembre 2025, bandisce una nuova procedura selettiva, ignorando del tutto la posizione dei ricorrenti che avevano già partecipato alla precedente selezione.
La decisione del Tar
Il Tar Palermo ha accolto integralmente il ricorso, affermando un principio chiaro: l’Amministrazione è rigidamente vincolata alle regole del bando che essa stessa ha predisposto e non può disapplicarle arbitrariamente.
Secondo i giudici, l’Asp non poteva limitarsi a ignorare la previsione relativa agli specializzandi senza attivare formalmente i poteri di autotutela. In sentenza si legge che l’Amministrazione:
“non può limitarsi a disapplicare la previsione per aver rilevato una presunta illegittimità, senza utilizzare lo strumento dell’autotutela. Tornare sui propri passi è ammesso dall’ordinamento, ma solo in modo espresso e in presenza di specifici presupposti”.
Proprio perché fondato sull’erroneo presupposto dell’inesistenza di una graduatoria valida, il Tar ha inoltre annullato anche il nuovo bando di settembre 2025.
Le conseguenze
La decisione ristabilisce il diritto dei farmacisti specializzandi al riconoscimento della graduatoria e della posizione conseguita nella procedura selettiva e rappresenta un chiaro monito per la Pubblica Amministrazione.
Il rispetto del bando, della parità di trattamento tra i concorrenti e delle regole che la stessa Amministrazione si è data non può essere sacrificato da ripensamenti tardivi o scelte arbitrarie. In caso contrario, come dimostra questa vicenda, le conseguenze non sono solo giuridiche ma anche economiche.

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