I carabinieri hanno arrestato a Gela un giovane di 19 anni, Giovanni Raniolo, accusato di tentato omicidio.
La sparatoria è avvenuta lo scorso 14 gennaio ai danni di un cugino.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base dell’aggressione ci sarebbe una discussione avvenuta alcuni giorni prima.
Probabilmente una lite legata a questioni banali, forse riguardanti un motorino.
A coordinare le indagini è la Procura guidata dal procuratore capo Salvatore Vella, che ha ipotizzato anche l’aggravante della premeditazione.
Stando agli accertamenti dei militari dell’Arma, il giovane avrebbe raggiunto in scooter via Neri, dove si trova l’abitazione della fidanzata della vittima. Proprio in strada sarebbero stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco, almeno quattro secondo gli inquirenti.
Il ferito, un 22enne, è stato colpito a un piede e trasportato in ospedale.
Davanti ai medici avrebbe negato di essere stato raggiunto da colpi di pistola.
Il comandante provinciale dei carabinieri di Caltanissetta, il colonnello Marco Montemagno, ha spiegato che l’arma utilizzata sarebbe stata una pistola calibro 9, che però non è stata ancora trovata.
Durante la perquisizione nell’abitazione dell’indagato, gli investigatori hanno inoltre accertato che i genitori del ragazzo avrebbero tentato di impedire il sequestro del cellulare distruggendolo poco prima che venisse acquisito dagli inquirenti.
“È necessario fermare queste escalation di violenza che nascono da motivi futili.
Solo per caso questa vicenda non ha avuto conseguenze ancora più gravi”, ha commentato il procuratore Vella.
Gli investigatori stanno ora cercando di identificare la persona che si trovava alla guida dello scooter insieme al giovane al momento della sparatoria. L’episodio, infine, non sarebbe stato denunciato da nessuno.