Cronaca / Attualità

Terme di Sciacca, ecco i due uomini dietro le offerte per il rilancio

Si riapre in modo concreto il dossier sulle Terme di Sciacca, ferme da oltre dieci anni, con la presentazione di due proposte nell’ambito della manifestazione di interesse promossa dalla Regione Siciliana per la riqualificazione e la gestione del complesso.

Le offerte, depositate entro i termini stabiliti dal Dipartimento regionale delle Attività produttive, portano la firma di due soggetti con profili molto diversi: da un lato Terme di Saturnia Spa, realtà consolidata nel settore del turismo termale, dall’altro Massinelli & Partners Consulting Srl, società attiva nella consulenza strategica e nel project management.

L’operazione si inserisce nel quadro del partenariato pubblico-privato, con una dotazione di circa 50 milioni di euro provenienti dai fondi FSC e con il ricorso alla finanza di progetto. Il soggetto che verrà selezionato dovrà occuparsi dell’intero ciclo, dalla progettazione alla realizzazione degli interventi, fino alla gestione del complesso termale, con un impatto diretto su turismo, economia e occupazione.

Tra le due proposte, quella presentata da Terme di Saturnia Spa si distingue per il peso industriale del soggetto proponente.

Si tratta di uno dei complessi termali più noti in Italia, situato nella Maremma toscana, con un volume d’affari che si aggira intorno ai 25 milioni di euro annui. Dal 2021 la società fa capo al fondo internazionale Ardian, tra i principali operatori europei negli investimenti in infrastrutture, real estate e hospitality, con sede a Parigi.

Alla guida dello sviluppo c’è Massimo Caputi, manager di riferimento nel settore immobiliare e turistico, già presidente di Federterme e fondatore del gruppo Terme & spa Italia. La presenza di un operatore di questo livello lascia intravedere una proposta orientata a un posizionamento di fascia alta, con l’obiettivo di inserire Sciacca nei circuiti nazionali e internazionali del turismo termale.

Diverso il profilo di Massinelli & Partners Consulting Srl, società specializzata nella strutturazione di operazioni complesse e nella gestione di progetti articolati.

La proposta si colloca su un piano più tecnico, con un approccio centrato sull’organizzazione dell’investimento, sulla costruzione del partenariato e sull’efficienza gestionale. In questo caso il valore aggiunto è legato alla capacità di definire un modello sostenibile sotto il profilo finanziario e operativo, più che a una presenza diretta già consolidata nel settore termale.

Ma all’interno della Rti potrebbe esserci anche un gestore termale. Al momento, non è dato sapere e si conoscerà solo in un momento successivo.

Le due proposte saranno ora esaminate dal Dipartimento regionale delle Attività produttive, chiamato a verificarne l’interesse pubblico. Solo in caso di esito positivo si procederà con la nomina di una commissione giudicatrice che entrerà nel merito delle offerte per individuare il progetto migliore. L’apertura delle buste segna un passaggio atteso da anni e rappresenta una svolta per un iter rimasto fermo per oltre un decennio: per la prima volta il rilancio delle Terme di Sciacca esce dalla fase delle dichiarazioni e si confronta con proposte concrete, mettendo sul tavolo due modelli distinti di sviluppo.

La notizia della presentazione delle due offerte ha suscitato inevitabilmente commenti e reazioni in città.

Oggi ad intervenire e’ Ezio Bono di Sciacca Turismo. Sciacca Turismo accoglie positivamente il passo avanti della Regione sulla riapertura delle Terme, definendolo un segnale atteso ma non ancora decisivo.
Ricorda che da undici anni la città è priva di un asset fondamentale, con ricadute su economia e lavoro.
Sottolinea il ruolo degli operatori turistici, che hanno mantenuto viva l’offerta e l’immagine della destinazione.
Invita infine a riconoscere concretamente l’impegno di chi ha sostenuto il settore in assenza delle Terme.

Apprezzamento viene espresso anche dal coordinatore di Fratelli D’Italia, Ignazio Gallo per l’esito dell’avviso esplorativo finalizzato alla gestione delle Terme di Sciacca.
Il risultato consente di avviare la fase successiva, sostenuta da 50 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.
Le risorse derivano dall’intesa tra Governo nazionale e Regione Siciliana.
“Per Sciacca – scrive Gallo – è un segnale concreto e una prova di collaborazione istituzionale”. “Anche il Comune di Sciacca – e’ il commento invece di Ignazio Lauro, coordinatore cittadino di “Democrazia è Libertà” – dovrà però fare la sua parte, vigilando sull’efficacia delle azioni successive a questo primo step per fare in modo che i tempi per la riattivazione della propria risorsa strategica siano coerenti con l’esigenza di una veloce ed efficiente ripartenza gestionale.
L’auspicio è che anche le due strutture alberghiere sul Monte San Calogero possano essere ristrutturate e riattivate quanto prima”.

Infine, anche Confcommercio e Federalberghi Agrigento esprimono oggi soddisfazione, ma invitano alla prudenza: è solo un primo passo.
“Le imprese – scrivo o – chiedono tempi certi e rapidità nelle procedure per arrivare a un bando e ai lavori.
La riapertura è ritenuta strategica per turismo, occupazione e rilancio economico dell’intero territorio”.

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