Dopo l’individuazione dell’operatore economico che proseguirà l’iter per il rilancio del complesso termale, il Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca interviene per commentare la recente decisione della Regione Siciliana e delineare le priorità per le prossime fasi del percorso.
Il direttivo del Comitato ha accolto con favore il decreto emanato dal Dipartimento regionale delle Attività Produttive che ha selezionato la proposta presentata dal raggruppamento guidato da Terme di Saturnia, destinata ad accedere alla successiva fase di valutazione nell’ambito della procedura di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione e la gestione delle Terme di Sciacca.
Pur evitando valutazioni sulla scelta effettuata dalla Regione, il Comitato sottolinea di non disporre degli elementi tecnici necessari per confrontare nel merito le proposte presentate. Per questo motivo viene avanzata la richiesta che il progetto selezionato sia reso pubblico nei dettagli, così da consentire alla cittadinanza di conoscerne contenuti e prospettive.
Secondo il Comitato, il dato più rilevante è rappresentato dal fatto che il rilancio delle Terme stia finalmente assumendo contorni concreti dopo anni di stallo. Viene evidenziato come l’interesse manifestato da importanti operatori del settore termale confermi il valore strategico del patrimonio di Sciacca e le potenzialità di sviluppo dell’intero territorio.
Nel documento viene inoltre ricordato che l’affidamento definitivo dei lavori e della gestione dovrà comunque passare attraverso una gara pubblica, elemento ritenuto una garanzia per la tutela dell’interesse collettivo e per la massima concorrenza tra gli operatori economici.
Il Comitato guarda già alle prossime tappe e auspica che il progetto coinvolga l’intero patrimonio termale cittadino, comprese le Antiche Terme, le Piscine Molinelli, le stufe vaporose del Monte Kronio e le strutture alberghiere di San Calogero, evitando interventi limitati al solo nucleo principale del complesso.
Particolare attenzione viene posta anche sul tema della partecipazione della comunità locale. Il Comitato chiede che istituzioni, associazioni, categorie produttive e cittadini possano contribuire alle scelte che accompagneranno il percorso di rinascita del settore termale, garantendo massima trasparenza sui futuri passaggi amministrativi. Tra le proposte avanzate figura anche la presenza del sindaco di Sciacca negli organismi chiamati a seguire le successive fasi procedurali.
Nel documento si rilancia inoltre la necessità di preparare la città all’eventuale riapertura delle Terme attraverso attività di programmazione, formazione e organizzazione dei servizi necessari ad accogliere un possibile incremento dei flussi turistici.
Secondo il Comitato, il Comune dovrà assumere un ruolo centrale nella pianificazione dello sviluppo collegato alla futura ripartenza del comparto termale.
Infine viene ribadita una proposta già avanzata nei mesi scorsi: promuovere un referendum cittadino per modificare la denominazione del Comune in “Sciacca Terme”, con l’obiettivo di rafforzare il legame storico tra la città e la sua tradizione termale.
Il Comitato Civico Patrimonio Termale conferma la volontà di continuare a seguire da vicino l’intero percorso fino alla concreta riapertura del complesso, considerata un traguardo storico per Sciacca e per tutto il territorio.



