Terme di Sciacca, tutto fermo alla Regione

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Nei mesi scorsi l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao aveva sollecitato il comune per la definizione della consistenza dei beni del patrimonio termale, lasciando intendere che a Palermo non aspettassero altro. Questione poi risolta, con la presentazione di una documentazione che i funzionari della Regione hanno considerato addirittura eccessivamente precisa. Ma da quando la palla è tornata a Palermo tutto tace. Si attendono ancora notizie di quel bando da pubblicare per la selezione di quel privato a cui far gestire i beni: dalle stufe di san Calogero al Grand Hotel, dal parco alle piscine. “Confidiamo in un’accelerazione, il professore Armao si è più volte dimostrato molto attento al problema, per noi le Terme sono il punto di partenza di ogni ipotesi di sviluppo”. A parlare così è il vicesindaco e assessore al Turismo Filippo Bellanca. Il sindaco Francesca Valenti intende chiedere un nuovo incontro con l’assessore Armao. Ad oggi le ultime positive novità, risalenti ormai allo scorso mese di maggio, sono ancora ferme all’inserimento, nel complesso immobiliare, di quelle stufe vaporose che inizialmente, per questioni catastali, non facevano parte del patrimonio termale da consegnare al comune. Poi si pensava che il bando dovesse essere scritto a Sciacca, ma il nuovo governo regionale Musumeci ha fermato ogni ipotesi del genere: “Il bando lo facciamo noi, in collaborazione col comune”, ha detto Gaetano Armao.