Ticket del Carnevale, consiglieri paganti e la crociata di Ambrogio contro la porchetta

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Per primo e’ stato l’ex assessore Salvatore Monte a lanciare il suo “no grazie” all’abbonamento omaggio al Carnevale di Sciacca. Si tratta di quella che viene chiamata “cortesia istituzionale”, l’omaggio ai consiglieri comunali come se l’ente organizzatore invitasse simbolicamente i cittadini rappresentati nel civico consesso. Ma Monte ha fatto sapere a favore di social che lui il suo omaggio non lo ritirera’. E c’e’ chi ha fatto di piu’ come Carmela Santangelo che il ticket invece, ha preferito comprarlo ed e’ stata immortalata dal rivenditore nello scatto che la stessa ha rilanciato su Facebook per far sapere a tutti che lei il biglietto lo paga come il resto dei saccensi. Ma il rifiuto all’omaggio colpisce e attecchisce anche in maggioranza come Valeria Gulotta che in un post ha messo in primo piano il suo ticket. E poi ci sono i retroscena di questo amato/odiato ticket d’ingresso al Carnevale come l’assessore che preferisce mantenere l’anonimato che di biglietti ne ha acquistati perfino venti regalandolo ai piu’ brontoloni. E poi c’e’ il consigliere di Italia Viva, Giuseppe Ambrogio, uno dei pochi, ad intervenire a gamba tesa sull’introduzione del biglietto per la manifestazione che dopo aver chiesto alla Futuris di esentare i residenti in massa, oggi scalpita con una nuova nota stampa contro porchetta e cibo da strada che andra’, secondo il consigliere, ad imbrattare la piazza Duomo. Location scelta dalla organizzazione come Village del gusto.

“Dai tappeti di Dolce & Gabbana agli stands con porchetta e stigghiole, noi saccensi samo incredibili, passiamo dal tentativo del bello alla scadente volgarità che sarà presente in Piazza Don Minzoni, davanti la nostra Basilica”. E’ questo l’incipit della nota del consigliere che contesta l’utilizzo della piazza.
” Non c’era modo migliore – aggiunge – per offendere il patrimonio monumentale e la religiosità saccense, già m’immagino l’armoniosa facciata della Chiesa Madre incorniciata ed abbruttita dai fumi che si leveranno dai bracieri degli stands gastronomici. Non era bastata l’esperienza irrispettosa dei forni per pizza sulla Piazza Don Minzoni, prontamente spostati per lo scandalo che essi suscitarono, ma stavolta è veramente troppo, sottoporre la piazza ai miasmi dei grassi colati, agli appiccicaticci versamenti di bevande zuccherine ed allo spargimento di rifiuti fin sul sagrato della Basilica, questo no !! Il Carnevale di Sciacca dovrebbe essere quella festa che fa di vetrina della Sciacca colta ed accogliente, non l’esempio della volgarità e dell’offesa al decoro urbano”.

“Possibile che in occasioni come queste – aggiunge e conclude – scadiamo nel provincialismo anzi che elevarci ed essere d’esempio per il rispetto del bene comune? Da consigliere comunale chiedo la riprogrammazione degli spazi da adibire alla somministrazione dei cibi, nel pieno ed adeguato rispetto dei monumenti e per ciò che essi rappresentano”.