15.9 C
Comune di Sciacca

Traffico illecito di rifiuti, 20 misure cautelari e sequestri per 2 milioni di euro

Pubblicato:

Venti misure cautelari personali e il sequestro di beni per un valore stimato di circa 2 milioni di euro sono stati eseguiti dalla guardia di finanza di Caltanissetta nell’ambito di un’operazione contro il traffico illecito di rifiuti. L’attività, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Caltanissetta e supportata dal Reparto operativo aeronavale di Palermo, trae origine da un provvedimento del gip del Tribunale nisseno.

Le misure riguardano complessivamente 20 persone: per 17 soggetti sono state disposte misure restrittive della libertà personale, mentre per altri tre provvedimenti interdittivi. In particolare, è stata applicata la custodia cautelare in carcere nei confronti di un imprenditore di Niscemi e gli arresti domiciliari per un soggetto di Gela; per 12 persone è stato disposto l’obbligo o il divieto di dimora e per altre tre l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal gip all’esito dell’interrogatorio preventivo, gli indagati farebbero parte, a vario titolo, di un’associazione a delinquere dedita in modo sistematico e organizzato al traffico e alla gestione abusiva di ingenti quantitativi di rifiuti speciali. I reati contestati includono, tra gli altri, l’attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, l’estorsione e la gestione non autorizzata di rifiuti.

Nel medesimo contesto è stato disposto il sequestro preventivo dei mezzi e dell’intero complesso aziendale di un’impresa operante nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, riconducibile a un imprenditore niscemese, nonché il divieto di esercitare attività imprenditoriale per tre titolari e rappresentanti di società del comparto.

Le indagini, avviate nell’ambito dell’attività istituzionale della guardia di finanza di Gela a tutela dell’ambiente, avrebbero consentito di individuare nel territorio di Niscemi un sito, in prossimità dell’agglomerato urbano, dove sarebbero state svolte attività di raccolta, stoccaggio e trasporto di rifiuti speciali, anche pericolosi, in totale difformità dalla normativa vigente. I rifiuti, secondo quanto rilevato, risultavano accatastati direttamente sul suolo, privi di protezioni o impermeabilizzazioni, con il concreto rischio di contaminazione del terreno e delle falde acquifere.

Cristian Ruvanzeri
Cristian Ruvanzeri
Giornalista pubblicista

Articoli correlati

Articoli Recenti