I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone, già detenute, indagate per usura e autoriciclaggio, con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia locale.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i due avrebbero concesso un prestito di 35 mila euro a un imprenditore edile applicando un tasso d’interesse del 140% annuo. Una condizione che avrebbe costretto la vittima a versare complessivamente oltre 120 mila euro.
L’ordinanza dispone anche il sequestro preventivo di beni ed è stata notificata in carcere, dove gli indagati si trovano già a seguito di una condanna in primo grado per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un altro imprenditore nisseno.
L’accusa di autoriciclaggio riguarda, in particolare, le attività poste in essere per ostacolare l’identificazione della provenienza illecita del denaro. Tra queste, l’emissione di una fattura di circa 12 mila euro relativa a prestazioni e forniture mai effettuate.
L’indagine, avviata nel novembre 2023, è il proseguimento di un’inchiesta che aveva già portato alla condanna dei due imputati, rispettivamente a 12 anni e a 8 anni e 8 mesi di reclusione.
Nel quadro degli accertamenti, è emerso anche un possibile rischio di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico locale. Nelle scorse settimane, infatti, la prefettura di Caltanissetta ha emesso un’interdittiva antimafia nei confronti di una ditta attiva nel settore dell’igiene ambientale, i cui soci risultano legati da rapporti di parentela acquisita con uno degli indagati.



