“Figli delle App”, a Sciacca la presentazione dell’ultimo saggio del sociologo Francesco Pira

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Venerdì primo ottobre, alle 18,30 presso l’Atrio Superiore del Comune di Sciacca organizzato dall’Inner Wheel Sciacca, avra’ luogo la presentazione del libro del sociologo Francesco Pira “Figli delle App”

L’autore converserà con il la dirigente scolastica Mariangela Croce e la psicoterapeuta Maria Grazia Bonsignore.

Si tratta dell’ultimo lavoro del sociologo Francesco Pira, professore associato di comunicazione e giornalismo presso l’Università degli studi di Messina.

Nei giorni scorsi il saggista Francesco Pira ha ricevuto a Monte San Savino in Toscana il Premio Internazionale Apoxiomeno 2021 per il Sociale.

“Dalla buona o dalla cattiva educazione della gioventù dipende un buon o un triste avvenire della società”. Si apre con una citazione di San Giovanni Bosco il volume “Figli delle App”. Poi, nelle stessa pagina è scritto : “Questo volume è dedicato a tutte le vittime del cyberbullismo, del sexting, del revenge porn, del cutting e a chi ha perso la vita per inseguire una challenge. Ma anche a coloro che usano le nuove tecnologieper trasmettere al mondo messaggi positivi e condividere conoscenza”. Un volume che parla dei nostri figli, che non sono marziani, ma ragazzi pieni di speranze e di fragilità.Il volume è anche l’occasione per condividere i dati dell’ultima ricerca realizzata. Il terzo capitolo è infatti interamente dedicato ai risultati della survey online “La mia via ai tempi del Covid.” Condotta nel periodo aprile – maggio 2020, ha coinvolto in totale 1.858 ragazze e ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori che hanno risposto ad un questionario online composto da diciassette domande. I dati evidenziano come questi adolescenti rappresentino a tutti gli effetti la prima generazione digitale. Praticamente il 100% (96,6%) degli intervistati possiede uno smartphone e oltre l’80% (88,8%) ha un computer. Uno degli aspetti di maggiore interesse emerso è quello relativo alla tendenza a isolarsi rispetto all’ambiente familiare. Sempre più dipendenti dal gruppo di pari, hanno vissuto una forte sensazione di isolamento, paura e scoraggiamento, con oltre il 60% degli intervistati che dichiara di avere provato questo sentimento. C’è poi un dato che più di tutti gli altri offre spunti di approfondimento, ed è quello relativo all’ eventuale possesso di un profilo social falso. Su 544 risposte ottenute, il 69% ha dichiarato di averlo. Vivono su Instagram e Whatsapp. Appare evidente, una volta di più, come nell’era liquido-moderna l’inganno sia diventato centrale nei processi di comprensione del reale, e la distinzione tra vero e falso non sia più percepita.