Ricostituita la delegazione saccense della prestigiosa Accademia Italiana della Cucina

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La riunione ha avuto luogo venerdì scorso, a Sciacca, alla presenza della coordinatrice territoriale per la Sicilia occidentale Rosetta Cartella, ed è stato eletto come rappresentate delegato Santo Spagnolo. I vice delegati sono Damiano Abate e  Filippo Barbiera, il segretario Giuseppe Vaccaro, il tesoriere Salvatore  Di Marca, l’addetto stampa Alberto D’Alberto.

Ritorna a nuova vita, a Sciacca, l’ Accademia Italiana della Cucina che comprende 22 accademici. La delegazione si occuperà di promuovere e tutelare la cucina italiana – con conviviali e cene, convegni e tavole rotonde –   nel territorio che va da Montallegro al Belicino comprese le cittadine montane. “Esperienza, innovazione e buon carattere saranno i temi conduttori ai quali ci ispireremo nell’organizzazione delle nostre attività”, ha detto il delegato Santo Spagnolo che venerdì scorso, in contrada Foggia, ha presentato i membri del direttivo e tratteggiato le linee guida lungo le quali si svolgeranno le attività della rinata Accademia.

Fondata il 29 luglio 1953, a Milano, da Orio Vergani, con un gruppo di qualificati esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo, l’Accademia Italiana della Cucina, dal 2003 Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, ha lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuove e favorisce il miglioramento in Italia e all’estero. Conviviali, cene e simposi vari saranno curate e preparate da due figure ben precise che fanno parte dell’organigramma dell’Accademia e che sono il Simposiarca e il Relatore. Inoltre, in un giorno della prima settimana di ottobre, tutte le Delegazioni del mondo celebrano, nello stesso momento, la Cena Ecumenica per esaltare il tema dell’anno, mentre una Cena degli Auguri e a marzo una Giornata della Cultura saranno altre due attività fondamentali che completeranno il percorso organizzativo a cui sono chiamate a rispondere tutte le Delegazioni italiane ed estere.