Ribera, l’ex sindaco Pace: “Proteggere il territorio prima di penalizzare l’economia”

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L’ex sindaco di Ribera Carmelo Pace ha espresso il proprio parere in merito all’attuale situazione di emergenza e in vista di un nuovo dpcm che dovrebbe essere emanato ad ore.
Pace ha ricordato come ha gestito lui, da sindaco, l’emergenza la scorsa primavera e come, volutamente, ha cercato delle soluzioni durante il periodo estivo per favorire la ripresa economica della città. Inoltre, ha espresso il suo disappunto sulle misure restrittive che colpiscono principalmente le attività produttive:

“Premesso che i dpcm e le ordinanze si accettano e soprattutto si rispettano – scrive Pace -. Premesso, altresì, che il rapporto attuale tra tamponi effettuati, indice di contagio, mortalità, ricoveri in terapia intensiva, fortunatamente sono lontani anni luce dai dati emersi nella scorsa primavera. Considerato che io per primo, da sindaco di Ribera, ho adottato misure restrittive quando la situazione epidemiologica ha richiesto prudenza e cautela, ma ho volutamente adottare uno stile più aperto durante la stagione estiva per favorire la ripresa economica ed anche la ripresa psicologica di un paese che aveva bisogno di riconquistare fiducia.
Ciò detto, a quanto pare, tra poche ore potrebbe essere emanato un ulteriore dpcm con altre misure restrittive che riguarderebbero altre attività economiche.
Con il dpcm dei giorni scorsi si è data una durissima mazzata ai gestori di bar, pub e attività similari e un colpo mortale alle sale trattenimenti con il loro relativo indotto: dipendenti diretti, fornitori di pesce, carne, verdure, fiorai, fotografi etc etc
Adesso, stando alle indiscrezioni, nel prossimo dpcm dovrebbero essere nuovamente coinvolti: parrucchieri, estetisti e non sappiamo bene chi altro.
Viene spontaneo chiedersi, come mai – scrive Pace – prima di dichiarare l’inevitabile fine dell’economia Italiana con misure così pesanti per i settori produttivi, non si adottano misure reali di protezione per i territori?
Perché prima di dichiarare guerra agli esercizi commerciali, già economicamente profondamente segnati dalla pandemia, non si prevede l’obbligo di quarantena per chi arriva da fuori e un controllo più incisivo dei nostri porti?
Come mai la pausa estiva, e per pausa intendo la bassa percentuale di contagi e conseguentemente di ricoveri, non è riuscita a sortire dal punto di vista sanitario un potenziamento delle nostre strutture ospedaliere e con un adeguato ampliamento delle terapie intensive?
Le chiusure generalizzate e, indirettamente, la guerra ai giovani, sono davvero le uniche soluzioni?
Sono fermamente convinto che la situazione emergenziale che ci stiamo trovando a vivere debba essere gestita e non patita,con attenzione, prudenza, ma anche con spirito organizzativo e pragmatico. Da questa vicenda bisogna trarre una nuova opportunità, la possibilità di una nuova visione di Nazione nella quale, secondo me, dobbiamo avere maggiore fiducia nel senso di responsabilità dei giovani – conclude Pace – che dovranno ancor più essere al centro delle nostre attenzioni”.