Sindaci del territorio sul piede di guerra a difesa dell’ospedale di Ribera: “Un ultimo appello all’Assessore Regionale alla Salute Razza”

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I sindaci di Ribera, Calamonaci, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona, Santo Stefano Quisquina, Caltabellotta, Montallegro, Cattolica Eraclea oggi con una nota stampa prendono posizione sulla situazione dell’ospedale di Ribera.

“Con profondo rammarico – scrivono – e rincrescimento protestiamo energicamente. La rete ospedaliera siciliana, secondo quelle che sono le indicazione del D.M.70 del 2015, è stata concepita ed approvata in maniera lacunosa e carente, ed in particolare per quelle che sono considerate le aree periferiche disagiate, montane e pre-montane. Una rete che nella fattispecie interessa il presidio ospedaliero F.lli Parlapiano di Ribera ed in particolare il nostro Pronto Soccorso, non rispettando ciò che prevede l’art.32 della nostra Costituzione, in quanto alcuni criteri numerici del D.M.70 – validissimi per le aree metropolitane – sono difficilmente applicabili in queste aree particolarmente disagiate, dove la disposizione della popolazione sul territorio, la carenza di infrastrutture, le difficoltà di comunicazione dei trasporti legate alla viabilità, rendono estremamente difficile se non critica l’assistenza sanitaria, in particolare per la garanzia della emergenza urgenza, e sono anche causa di una desertificazione sanitaria, oltre che a contraddire i principi dello SNAI (STRATEGIA NAZIONALE AREE INTERNE) di cui il nostro territorio è parte integrante”.

Non possiamo permettere che la politica si allontani da quelle che sono le esigenze e le istanze del territorio. Lo stesso D.M. 70 del 2015, potrebbe darci una mano in questo senso, quando parla di zone particolarmente disagiate, ovvero in situazioni dove sono presenti Presidi Ospedalieri in aree considerate geograficamente o meteorologicamente ostili o disagiate, tipicamente in ambiente montano o pre-montano e a rischio sismico con collegamenti di rete viaria complessi e conseguente dilatazione dei tempi.

“Facciamo – aggiungono – un ultimo appello all’Assessore Regionale alla Salute Avv. Ruggiero Razza – affinché mantenga l’impegno di coinvolgere la comunità dei Sindaci del comprensorio – prima che venga ufficializzata qualsiasi altra decisione sul futuro del Presidio Ospedaliero F.lli Parlapiano di Ribera. Chiediamo vengano corrette tutte le anomalie e reindirizzate quelle che sono le linee guida della rete ospedaliere a garanzia dell’assistenza socio-sanitaria, attualmente assente nel nostro territorio. Chiediamo altresì, di constatare la drammatica situazione sanitaria in questa area, e di non arroccarsi dietro aride logiche numeriche o di idee programmatiche spesso influenzate da altri motivi e piuttosto di valutarne con buon senso e ragionevolezza le posizioni rappresentate da un’intera comunità. Detto ciò, non si può pensare, di declassare un Presidio Ospedaliero come il Fratelli Parlapiano, per creare un P.T.E., cosa questa che danneggerebbe gravemente l’assistenza sanitario dei Comuni interessati”.

“Nel caso – infine concludono – in cui non vi siano soluzioni idonee alla salvaguardia del Presidio Ospedaliero e del suo Pronto Soccorso in tutte le sue funzionalità dell’emergenza urgenza, si possa pensare, se è necessario, alla separazione degli Ospedali Civili Riuniti di Sciacca e Ribera (garantendo ad ognuno di loro la propria autonomia), e derogare o modificare quelle che sono le direttive della rete ospedaliera, al fine di garantire risposte più appropriate alle esigenze assistenziali espresse dal nostro territorio”.