Il Belice verso un nuovo anniversario del terremoto, Valenti: “Da Roma per completare la ricostruzione solo chiacchiere”

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Il Belice si avvia al cinquantaquattresimo anniversario del terremoto del 1968, ma il capitolo ricostruzione non è ancora chiuso ed a Santa Margherita si alza con sempre maggiore forza il grido di protesta che arriva in particolare dal quartiere Pasotti che reclama le opere di urbanizzazione primaria. Il sindaco, Franco Valenti, ripete ormai a memoria due cifre, 27 milioni di euro che servono per il quartiere Pasotti e 58 milioni per chiudere il capitolo ricostruzione nel suo comune e chiudere “una ferita ancora aperta”. Ed aggiunge: “Ci avviciniamo al cinquantaquattresimoanniversario e purtroppo dobbiamo rilevare che per lo Stato italiano il Belìce continua a non esistere. Gli anni passati sono stati quelli della denuncia e della protesta. Ho dormito in tenda, ho riunito il consiglio comunale in piazza Montecitorio, ho scritto ai Presidenti del Consiglio Conte e Draghi, senza ricevere alcun riscontro, per riaccendere i riflettori sul Belìce che sembra essere stato rimosso dall’agenda politica nazionale e soprattutto per fornire all’opinione pubblica delle informazioni corrette, fuori dai luoghi comuni, sulla vera storia del terremoto nel Belìce”. Valenti è un fiume in piena quando si tratta quest’argomento: “Nel dicembre del 2019 una delegazione dei sindaci dei comuni della Valle abbiamo incontrato il vice ministro Cancelleri che si era formalmente impegnato per trovare le soluzioni idonee per riconoscere ai terremoti del Belìce quei diritti ancora negati. Il risultato: solo chiacchiere. La verità inconfutabile, numeri alla mano, è che per lo Stato italiano un senzatetto del Belìce vale un terzo del senzatetto del Friuli Venezia Giulia e meno di un quinto di quello di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. La cosa più grave è che non hanno più nemmeno l’alibi della mancanza di fondi, visto le ingenti risorse a disposizione”.