25 aprile, il ricordo del comunista Pippo Montalbano

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Novantadue anni. Il senatore Giuseppe Montalbano è uno dei pochi che può ancora raccontare gli anni della Resistenza e della Liberazione.

La sua adesione al partito comunista inizia quando ancora era un ragazzino a Sambuca dove si trasferisce a vivere con la sua famiglia da Sciacca.

“Mio padre – racconta aveva trovato un lavoro. Era un contadino. Io sono nato a Sciacca nel quartiere di San Michele, ma ancora bambino sono nato a vivere a Sambuca”.

Tutto avviene in clandestinità, la formazione e l’attività nel partito comunista nonostante la dittatura. Gli americani sbarcano in Sicilia nel ’43. Sambuca come Sciacca e altre cittadine vengono di fatto, liberate.

“Nel corso principale di Sambuca – ricorda ancora il senatore – è stata una festa. Duecento giovani che con le bandiere escono in strada a festeggiare. E’ stato commovente”.

Per la liberazione delle città italiane del nord sotto la Repubblica di Salò bisognerà attendere ancora qualche anno. E’ il 25 aprile del 1945. ll Comitato di Liberazione Alta Italia  presieduto da Luigi Longo, Sandro Pertini e Leo Valiani proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti.

Il 28 aprile, Benito Mussolini viene fucilato. Ai primi di maggio, il giovane Montalbano parte per Roma per partecipare alle prime riunioni del partito. Sarà l’inizio di una nuova storia, la nascita della Repubblica e la redazione della nostra Costituzione intrisa dei valori di tutti quei giovani che cercavano e sognavano la libertà.