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Acquisti online, stop alla registrazione obbligatoria: quando il sito non può imporla (e le eccezioni GDPR)

Negli acquisti online non sempre è obbligatorio registrarsi: secondo le nuove indicazioni europee, i siti e-commerce devono garantire il “guest checkout”, salvo casi specifici. Ecco cosa cambia con il GDPR e quando l’account è davvero necessario.


Acquisti online e registrazione obbligatoria: cosa cambia nel 2026

Nel mondo degli acquisti online, sempre più piattaforme richiedono la creazione di un account per completare un ordine. Ma questa pratica è davvero legittima?

Le recenti raccomandazioni dell’European Data Protection Board (EDPB) chiariscono un punto fondamentale: la registrazione non può essere imposta come regola generale, soprattutto per acquisti occasionali.

Il principio guida è quello della minimizzazione dei dati, previsto dal GDPR: i siti devono raccogliere solo le informazioni strettamente necessarie.


GDPR: perché l’obbligo di registrazione può essere illegittimo

Secondo il GDPR, obbligare un utente a registrarsi può comportare rischi per la privacy:

  • raccolta eccessiva di dati personali
  • conservazione prolungata non giustificata
  • profilazione commerciale invasiva
  • tracciamento continuo dell’utente

Per questo motivo, l’EDPB sottolinea che l’account deve essere una scelta, non un vincolo.

👉 In pratica: per acquistare un prodotto, bastano dati come nome, indirizzo e pagamento. Tutto il resto non è indispensabile.


Guest checkout: la regola per gli e-commerce

La vera novità riguarda il cosiddetto guest checkout, cioè la possibilità di acquistare senza registrazione.

Secondo le linee guida europee:

  • deve essere sempre disponibile per acquisti occasionali
  • rappresenta la modalità più conforme al GDPR
  • garantisce maggiore tutela della privacy

👉 In sintesi: comprare senza account diventa la norma, non l’eccezione.


Quando la registrazione è obbligatoria (eccezioni)

Esistono però alcuni casi in cui l’obbligo di registrazione è legittimo:

1. Servizi in abbonamento

Se l’account è parte essenziale del servizio (es. piattaforme con accesso riservato)

2. Comunità chiuse o servizi personalizzati

Quando l’iscrizione è necessaria per accedere a contenuti o funzionalità specifiche

3. Obblighi di legge

Solo se una normativa impone esplicitamente la creazione di un account (caso raro)

❌ Non è invece sufficiente:

  • offrire sconti o vantaggi
  • migliorare il marketing
  • raccogliere dati per profilazione

Legittimo interesse e limiti per le aziende

Molti e-commerce giustificano la registrazione con il “legittimo interesse”. Tuttavia:

  • non può prevalere sui diritti dell’utente
  • deve rispettare il principio di minimizzazione
  • deve prevedere alternative meno invasive

👉 Anche per assistenza clienti o prevenzione frodi, l’account non è sempre necessario.


Privacy e acquisti online: cosa devono fare i siti

Le piattaforme devono adeguarsi a un principio chiave del GDPR:

➡️ Privacy by design e by default

Questo significa che:

  • i sistemi devono essere progettati per raccogliere meno dati possibile
  • la modalità standard deve essere la più tutelante per l’utente

In sintesi: cosa cambia per chi compra online

✔ Puoi acquistare senza registrarti nella maggior parte dei casi
✔ I siti devono offrire il guest checkout
✔ La registrazione obbligatoria è limitata a casi specifici
✔ La privacy diventa centrale negli e-commerce


Conclusione

Le nuove indicazioni europee segnano un cambio di rotta: la registrazione obbligatoria negli acquisti online non è più la norma.

Il consumatore torna al centro, con maggiore controllo sui propri dati. Per gli e-commerce, invece, cresce l’obbligo di trasparenza e rispetto del GDPR.

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