Chi arriva all’età pensionabile senza aver maturato contributi sufficienti può contare, anche nel 2026, su una misura di sostegno fondamentale: l’assegno sociale INPS. Si tratta di una prestazione assistenziale rivolta a chi non ha diritto a una pensione di vecchiaia o ad altri trattamenti previdenziali, ma si trova in condizioni economiche disagiate.
Con la rivalutazione per inflazione prevista dalla normativa vigente, nel 2026 cambiano importo e soglie reddituali. Vediamo nel dettaglio chi può richiederlo, quanto spetta e come presentare domanda.
L’assegno sociale è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS su domanda, finanziata dalla fiscalità generale e non legata al versamento di contributi. Non è una pensione in senso tecnico e presenta alcune caratteristiche precise:
È destinato alle persone che raggiungono i 67 anni di età senza avere diritto a una pensione contributiva o con un trattamento pensionistico di importo inferiore alla soglia minima prevista.
Per ottenere l’assegno sociale nel 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:
Il diritto alla prestazione viene valutato in modo diverso a seconda dello stato civile:
Ai fini del calcolo del diritto all’assegno sociale, l’INPS tiene conto di una pluralità di redditi, tra cui:
Superare le soglie stabilite comporta la riduzione o la perdita totale del beneficio.
Con l’adeguamento all’inflazione, l’importo dell’assegno sociale è stato rivalutato a partire dal 1° gennaio 2026.
L’aumento deriva dal meccanismo di perequazione automatica previsto per le prestazioni assistenziali. L’assegno può essere riconosciuto:
L’assegno sociale può essere riconosciuto anche a chi:
In questi casi, l’INPS attribuisce il trattamento più favorevole, ma solo ai cosiddetti “contributivi puri”, cioè coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995.
La richiesta dell’assegno sociale deve essere presentata esclusivamente su domanda. Le modalità disponibili sono:
Il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
L’assegno sociale non è definitivo: l’INPS verifica ogni anno:
Il venir meno di uno solo dei requisiti comporta la sospensione o la revoca della prestazione.