Il sistema di reclutamento degli insegnanti cambia passo.
Con il Decreto-Legge 45/2025, a partire dall’anno scolastico 2026/2027 debutta un nuovo strumento pensato per affrontare una delle criticità storiche della scuola italiana: la carenza di docenti in alcune regioni.
Nascono così gli elenchi regionali per il ruolo, un canale aggiuntivo che punta a velocizzare le assunzioni, ampliare le possibilità di stabilizzazione e garantire maggiore continuità didattica agli studenti.
Gli elenchi regionali sono graduatorie su base territoriale, istituite per:
Questo nuovo canale non sostituisce le graduatorie dei concorsi PNRR, ma si affianca ad esse, creando di fatto un doppio binario di accesso al ruolo.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la tutela delle posizioni già acquisite.
👉 L’inserimento negli elenchi regionali non comporta la perdita né il peggioramento della posizione nelle graduatorie concorsuali tradizionali.
In pratica, un docente potrà:
Questo meccanismo aumenta le possibilità di assunzione senza obbligare a rinunce preventive.
Il decreto introduce una soluzione specifica per i docenti non ancora abilitati.
Chi viene chiamato dagli elenchi regionali senza abilitazione:
Solo dopo il conseguimento dell’abilitazione:
Si tratta di una formula di compromesso che consente di:
I docenti che riusciranno a ottenere l’abilitazione prima dell’avvio delle assunzioni 2026/27:
In questo senso assumono grande importanza:
Gli elenchi regionali introducono una forte flessibilità, ma richiedono anche maggiore consapevolezza da parte degli aspiranti docenti.
Chi non è ancora abilitato dovrà:
Il nuovo sistema premia chi:
📌 Più assunzioni rapide nelle regioni in difficoltà
📌 Maggiori possibilità per i docenti precari
📌 Continuità didattica per le scuole
📌 Nessuna penalizzazione per chi è già in graduatoria
Gli elenchi regionali rappresentano un cambio di passo concreto nel reclutamento scolastico, con l’obiettivo di rendere il sistema più efficiente senza abbassare la qualità dell’insegnamento.
Per molti aspiranti docenti, il 2026 potrebbe davvero essere l’anno decisivo.