Il Partito Democratico presenta un emendamento prioritario alla Manovra 2026: un “fornitore pubblico” per energia elettrica a prezzi più bassi, ampliamento delle tutele e rinnovabili al 65% entro il 2030. Ecco cosa cambierebbe per famiglie e imprese.
Il tema del caro bollette torna al centro del dibattito politico. Con un emendamento segnalato come “prioritario”, il Partito Democratico propone una riforma che potrebbe rivoluzionare il mercato dell’energia: far tornare lo Stato a essere fornitore diretto di energia elettrica per milioni di famiglie, con tariffe più vantaggiose e nuovi criteri di accesso alle tutele.
Un fornitore statale per le famiglie: come funzionerebbe l’Acquirente Unico
La proposta del PD prevede che l’energia per i cittadini vulnerabili e per le famiglie con redditi medio-bassi venga fornita direttamente da Acquirente Unico, società pubblica controllata dal MEF.
In pratica:
- lo Stato acquisterebbe energia sul mercato all’ingrosso a condizioni più favorevoli
- l’energia sarebbe rivenduta alle famiglie a prezzi più bassi
- i consumatori vulnerabili passerebbero automaticamente al fornitore pubblico
- chi è nel mercato libero ma rientra nei requisiti potrebbe fare domanda per rientrare nel sistema di tutela
Una misura che, secondo il PD, permetterebbe di ridurre sensibilmente le bollette, proteggendo il potere d’acquisto delle famiglie.
Tutele più ampie: si allarga la platea dei beneficiari
L’emendamento amplia in maniera significativa i requisiti di accesso alle tutele per l’energia.
Oltre alle categorie già riconosciute (over 75, disabili, titolari di bonus sociale, residenti in isole minori, sfollati per calamità), verrebbero inclusi anche:
- famiglie con ISEE fino a 20.000 euro
- famiglie numerose con ISEE fino a 30.000 euro
Si tratta di una platea molto più ampia rispetto a oggi, che coinvolgerebbe milioni di nuclei familiari, spesso schiacciati dal peso delle bollette energetiche.
Riapertura delle tutele graduali fino al 2028
La seconda parte dell’emendamento propone di:
- riaprire le adesioni al servizio di tutela fino al 31 dicembre 2025,
- estendere le tutele fino al 31 marzo 2028
- includere i nuclei con ISEE entro 20.000 euro
La misura sarebbe pensata per chi, nei mesi scorsi, si è ritrovato nel mercato libero senza possibilità di rientrare nelle tutele.
Energia rinnovabile: obiettivo 65% entro il 2030
La terza proposta contenuta nell’emendamento riguarda la transizione energetica:
entro il 2030 almeno il 65% dell’energia acquistata dalle imprese dovrà provenire da fonti rinnovabili.
L’obiettivo è:
- ridurre la dipendenza da fonti fossili
- stabilizzare i prezzi dell’energia nel lungo periodo
- rispettare gli impegni climatici europei
La proposta punta a incentivare contratti a lungo termine per l’acquisto di energia green.
Perché questa proposta? Il mercato tutelato è finito
La riforma nasce anche a seguito del passaggio obbligato al mercato libero dell’energia, in vigore per tutti dal 1° luglio 2024, eccetto per i soggetti vulnerabili.
Il PD vuole quindi:
- introdurre una tutela pubblica per chi ha più difficoltà economiche
- offrire un’alternativa ai prezzi spesso variabili del mercato libero
- garantire maggior trasparenza nei contratti energetici
Cosa cambierebbe per le famiglie
Se la proposta venisse approvata:
- lo Stato diventerebbe fornitore diretto di energia per milioni di cittadini
- le famiglie vulnerabili avrebbero bollette più economiche
- i redditi medio-bassi rientrerebbero nelle tutele
- si potrebbe rientrare nelle tutele graduali anche dopo le scadenze attuali
- aumenterebbe la quota di energia proveniente da fonti rinnovabili
Una proposta che punta a ridurre l’impatto del caro energia e a ridisegnare completamente il mercato elettrico.
Le prossime tappe
L’emendamento è ora al vaglio delle Commissioni della Manovra 2026. Se approvato:
- entrerà nel testo della Legge di Bilancio
- passerà al voto delle Camere
- potrebbe diventare operativo già nel 2026
Il tema resta uno dei più sentiti dal Parlamento, con un confronto acceso tra maggioranza e opposizioni sul futuro del mercato energetico italiano.



