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Bonus scuole private 2026, fino a 1.500 euro per studente: requisiti ISEE, limiti e novità

Con la Legge di Bilancio 2026 arriva un nuovo sostegno economico per le famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie. Il cosiddetto bonus scuole private 2026, noto anche come buono scuola, è stato introdotto tramite un emendamento approvato dal Senato e punta a rafforzare la libertà di scelta educativa, riducendo il peso dei costi scolastici sui nuclei con redditi medio-bassi.

Si tratta di un voucher fino a 1.500 euro per studente, riconosciuto nel rispetto di precisi requisiti ISEE e di specifici limiti di spesa pubblica. Vediamo nel dettaglio come funziona, a chi spetta e quali sono le prossime tappe per renderlo operativo.


Cos’è il bonus scuole paritarie 2026

Il bonus scuole private 2026 è un contributo economico destinato alle famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie, istituti privati che fanno parte a pieno titolo del sistema nazionale di istruzione, al pari delle scuole statali, come stabilito dalla legge n. 62/2000.

L’obiettivo della misura è duplice:

  • sostenere economicamente le famiglie che affrontano rette scolastiche spesso elevate;
  • garantire l’effettiva libertà di scelta educativa, anche per i nuclei con minori disponibilità economiche.

Requisiti ISEE e scuole ammesse

Il bonus non è universale, ma selettivo. Possono accedervi esclusivamente le famiglie che rispettano questi requisiti:

  • ISEE non superiore a 30.000 euro;
  • presenza nel nucleo familiare di studenti iscritti a:
    • scuole paritarie secondarie di primo grado (scuole medie);
    • primo biennio delle scuole paritarie secondarie di secondo grado (primi due anni delle superiori).

Restano quindi esclusi:

  • la scuola dell’infanzia;
  • la scuola primaria;
  • il triennio finale delle scuole superiori.

Quanto vale il bonus: importi e scaglioni

L’importo massimo del bonus scuole private 2026 è fissato in 1.500 euro per ciascuno studente, ma non sarà uguale per tutti.

Il contributo effettivo:

  • sarà inversamente proporzionale all’ISEE (più basso è l’indicatore, più alto il beneficio);
  • terrà conto di eventuali contributi regionali già percepiti per la stessa finalità;
  • non potrà superare il tetto complessivo di spesa pari a 20 milioni di euro per il 2026.

In pratica, il bonus funzionerà a scaglioni, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.


Quando arriva il bonus: serve il decreto attuativo

Nonostante l’approvazione nella Legge di Bilancio, il bonus scuole paritarie non sarà immediatamente operativo. Per l’erogazione sarà necessario un decreto attuativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, da adottare di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il decreto dovrà stabilire:

  • i criteri di riparto delle risorse;
  • le modalità di presentazione delle domande;
  • gli importi effettivi riconosciuti alle famiglie;
  • il coordinamento con eventuali contributi regionali.

Solo dopo questo passaggio il bonus potrà essere richiesto concretamente.


Scuole paritarie e valore legale dei titoli

È utile ricordare che le scuole paritarie sono riconosciute ufficialmente dallo Stato e rilasciano titoli di studio con lo stesso valore legale di quelli delle scuole statali. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, nell’anno scolastico 2023/2024 gli istituti paritari erano 11.765, con circa 790.000 studenti, pari a poco meno del 10% della popolazione scolastica nazionale.


Una misura economica, ma anche un principio costituzionale

Secondo i promotori dell’emendamento, il bonus scuole private 2026 non rappresenta solo un aiuto economico, ma l’attuazione concreta di un principio costituzionale. L’articolo 30 della Costituzione riconosce infatti ai genitori il diritto-dovere di educare i figli, e la misura mira a garantire questa libertà anche alle famiglie meno abbienti.

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