Con la Legge di Bilancio 2026 arriva un nuovo sostegno economico per le famiglie che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole paritarie. Il cosiddetto bonus scuole private 2026, noto anche come buono scuola, è stato introdotto tramite un emendamento approvato dal Senato e punta a rafforzare la libertà di scelta educativa, riducendo il peso dei costi scolastici sui nuclei con redditi medio-bassi.
Si tratta di un voucher fino a 1.500 euro per studente, riconosciuto nel rispetto di precisi requisiti ISEE e di specifici limiti di spesa pubblica. Vediamo nel dettaglio come funziona, a chi spetta e quali sono le prossime tappe per renderlo operativo.
Il bonus scuole private 2026 è un contributo economico destinato alle famiglie con figli iscritti alle scuole paritarie, istituti privati che fanno parte a pieno titolo del sistema nazionale di istruzione, al pari delle scuole statali, come stabilito dalla legge n. 62/2000.
L’obiettivo della misura è duplice:
Il bonus non è universale, ma selettivo. Possono accedervi esclusivamente le famiglie che rispettano questi requisiti:
Restano quindi esclusi:
L’importo massimo del bonus scuole private 2026 è fissato in 1.500 euro per ciascuno studente, ma non sarà uguale per tutti.
Il contributo effettivo:
In pratica, il bonus funzionerà a scaglioni, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.
Nonostante l’approvazione nella Legge di Bilancio, il bonus scuole paritarie non sarà immediatamente operativo. Per l’erogazione sarà necessario un decreto attuativo del Ministero dell’Istruzione e del Merito, da adottare di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il decreto dovrà stabilire:
Solo dopo questo passaggio il bonus potrà essere richiesto concretamente.
È utile ricordare che le scuole paritarie sono riconosciute ufficialmente dallo Stato e rilasciano titoli di studio con lo stesso valore legale di quelli delle scuole statali. Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, nell’anno scolastico 2023/2024 gli istituti paritari erano 11.765, con circa 790.000 studenti, pari a poco meno del 10% della popolazione scolastica nazionale.
Secondo i promotori dell’emendamento, il bonus scuole private 2026 non rappresenta solo un aiuto economico, ma l’attuazione concreta di un principio costituzionale. L’articolo 30 della Costituzione riconosce infatti ai genitori il diritto-dovere di educare i figli, e la misura mira a garantire questa libertà anche alle famiglie meno abbienti.