miscellanea

Caregiver, contributo fino a 400 euro al mese per chi assiste un disabile: cosa prevede il nuovo disegno di legge

Arriva un importante passo avanti nel riconoscimento del caregiver familiare. Su impulso del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo disegno di legge che introduce un sistema organico di tutele economiche, lavorative e sociali per chi assiste, a titolo gratuito, un familiare con disabilità o non autosufficiente.

Tra le novità più rilevanti spicca l’istituzione di un contributo economico fino a 400 euro al mese, destinato ai caregiver che si trovano in condizioni di maggiore fragilità.

Chi è il caregiver familiare e perché serve una tutela dedicata

Con il termine caregiver familiare si indica la persona che assiste in modo continuativo un proprio congiunto non autosufficiente, occupandosi non solo delle cure quotidiane ma anche degli aspetti organizzativi, sanitari e amministrativi.

Questa attività, spesso svolta in solitudine, comporta:

  • affaticamento fisico e psicologico;
  • rinunce lavorative;
  • isolamento sociale;
  • assenza di tutele in caso di malattia o emergenza.

Il disegno di legge nasce proprio dall’esigenza di riconoscere il valore sociale ed economico della cura familiare, prevenendo il rischio di marginalizzazione dei caregiver.

Contributo fino a 400 euro al mese: a chi spetta

La misura più attesa è l’introduzione di un sostegno economico nazionale, erogato dall’INPS, fino a un massimo di 400 euro mensili.

Il contributo è destinato in via prioritaria ai caregiver che assistono persone con disabilità gravissima, a condizione che siano rispettati requisiti stringenti:

  • convivenza con la persona assistita;
  • carico assistenziale minimo di 91 ore settimanali;
  • ISEE non superiore a 15.000 euro;
  • reddito personale annuo non oltre 3.000 euro.

L’INPS sarà responsabile della gestione delle domande, del controllo dei requisiti e del monitoraggio della spesa complessiva.

Riconoscimento formale del caregiver e coordinamento con i territori

Il disegno di legge introduce una procedura uniforme di riconoscimento del caregiver familiare, prevedendo:

  • criteri chiari per la designazione;
  • regole per la revoca o la sostituzione;
  • coordinamento tra tutele statali e misure regionali e locali.

L’obiettivo è garantire certezza giuridica e parità di trattamento su tutto il territorio nazionale.

Il caregiver nel “progetto di vita” della persona assistita

Una novità strutturale riguarda l’inserimento obbligatorio del caregiver nel progetto di vita e nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) della persona con disabilità, come previsto dagli ultimi decreti di riforma.

Nel progetto dovranno essere indicati:

  • il nominativo del caregiver;
  • il carico assistenziale orario.

Questa certificazione rappresenta il presupposto per future tutele previdenziali e agevolazioni lavorative.

Tutele non economiche: supporto, salute e formazione

Oltre al contributo economico, il disegno di legge introduce un pacchetto di tutele non monetarie, tra cui:

  • sostituzione del caregiver entro 24 ore in caso di emergenza;
  • accesso a supporto psicologico, visite mediche e teleconsulti;
  • priorità nelle prestazioni sanitarie;
  • programmazione tempestiva degli interventi assistenziali.

Con il consenso della persona assistita, il caregiver potrà anche accedere ai dati sanitari necessari allo svolgimento dell’attività di cura.

Lavoro, smart working e contrasto alle discriminazioni

Sul piano lavorativo, il testo prevede:

  • possibilità di rimodulare l’orario di lavoro;
  • accesso al lavoro agile (smart working);
  • utilizzo di ferie e permessi solidali ceduti da colleghi;
  • attivazione delle tutele antidiscriminatorie in caso di comportamenti penalizzanti legati al ruolo di caregiver.

È inoltre previsto il riconoscimento delle competenze maturate ai fini dell’accesso a qualifiche socio-sanitarie, favorendo il reinserimento lavorativo.

Giovani e studenti caregiver: agevolazioni dedicate

Il disegno di legge riserva un’attenzione specifica a:

  • giovani caregiver, che potranno rendere compatibile il servizio civile con l’attività di cura;
  • studenti caregiver, per i quali è previsto l’esonero dalle tasse universitarie.

L’esperienza di assistenza potrà essere riconosciuta anche come credito formativo, inclusi i percorsi scuola-lavoro.

Chi può essere caregiver secondo la legge

La figura del caregiver potrà essere individuata tra:

  • coniuge o partner dell’unione civile;
  • convivente di fatto;
  • parenti entro il secondo grado;
  • affini entro il terzo grado, in casi specifici.

Si consolida così una rete di protezione giuridicamente riconosciuta attorno alla persona con disabilità.

Condividi
Pubblicato da