Dal 1° gennaio 2026 le farmacie italiane cambiano definitivamente volto: non più solo luoghi di dispensazione dei farmaci, ma presidi sanitari territoriali a tutti gli effetti, dove sarà possibile effettuare esami diagnostici completi, inclusi test oncologici, controlli cardiaci e analisi ematiche, senza passare da ospedali o laboratori affollati.
La novità arriva con l’entrata in vigore del decreto attuativo della riforma dei servizi farmaceutici, che amplia in modo strutturale il ruolo delle oltre 19mila farmacie presenti sul territorio nazionale, avvicinando la sanità ai cittadini e riducendo drasticamente tempi di attesa e spostamenti.
Rispetto al passato, quando era possibile eseguire solo test di autodiagnosi di base, dal 2026 le farmacie abilitate potranno effettuare esami clinici veri e propri, con strumentazioni certificate e personale formato.
Tra gli esami già previsti rientrano:
Un aspetto fondamentale riguarda la validità dei referti: i risultati non hanno valore orientativo, ma sono clinicamente riconosciuti e vengono inseriti direttamente nel Fascicolo Sanitario Elettronico del paziente, come avviene per gli esami effettuati in ospedale o nei laboratori accreditati.
La riforma avrà un impatto concreto soprattutto su chi convive con malattie croniche. Secondo Federfarma, in Italia si eseguono ogni anno circa 500 milioni di analisi di laboratorio: almeno il 15% potrà essere effettuato direttamente in farmacia, alleggerendo ospedali e strutture private.
I principali benefici riguardano:
Poter ottenere risultati rapidi nella farmacia sotto casa significa migliorare l’aderenza alle cure e intervenire tempestivamente in caso di valori alterati.
L’organizzazione del servizio non è lasciata all’improvvisazione. Saranno le Regioni a stabilire:
Le farmacie aderenti dovranno rispettare standard molto rigidi, tra cui:
L’obiettivo è assicurare la stessa affidabilità di un laboratorio ospedaliero, evitando qualsiasi rischio di diagnostica improvvisata.
L’estensione del servizio avverrà in modo graduale. Nei primi mesi del 2026 partiranno progetti pilota in:
Queste regioni fungeranno da banco di prova per testare l’efficacia del nuovo modello, valutando:
Solo dopo questa fase sperimentale, il servizio verrà esteso progressivamente al resto d’Italia.
La possibilità di effettuare esami diagnostici in farmacia rappresenta uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni per la sanità italiana. Meno burocrazia, meno attese e maggiore accessibilità: la sanità di prossimità diventa finalmente realtà, portando prevenzione e diagnosi direttamente nei quartieri e nei piccoli centri.