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IMU 2026, nuove aliquote in vigore: meno tasse sulle seconde case e possibili esenzioni

Ecco chi pagherà di meno e chi potrebbe non pagare affatto

Dal 1° gennaio 2026 entra ufficialmente in vigore la nuova IMU, con un sistema di aliquote completamente rivisto che promette maggiore uniformità nazionale e, in molti casi, un alleggerimento del carico fiscale, soprattutto per chi possiede seconde case non affittate o immobili inagibili.
La riforma nasce con l’obiettivo di superare l’estrema frammentazione del passato e rendere il calcolo dell’imposta più chiaro e prevedibile per i contribuenti.

Perché cambia l’IMU dal 2026

La revisione dell’IMU è stata introdotta con il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 settembre 2024, successivamente aggiornato dal decreto del 6 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 novembre.
Il nuovo impianto normativo impone a tutti i 7.904 Comuni italiani di attenersi a un elenco standardizzato di fattispecie (contenuto nell’Allegato A), riducendo drasticamente le possibilità di personalizzazioni arbitrarie.

In passato, la combinazione di delibere comunali aveva prodotto oltre 250.000 varianti di calcolo, con effetti distorsivi: immobili simili, ma situati in Comuni diversi, potevano essere tassati in modo molto differente. Dal 2026 questo scenario cambia.

I Comuni potranno ancora differenziare le aliquote, ma solo entro limiti e categorie prestabilite. In caso di mancato adeguamento, scatterà automaticamente un’aliquota standard nazionale.


Meno IMU sulle seconde case “a disposizione”

La novità più rilevante riguarda le seconde case non affittate, utilizzate solo saltuariamente (ad esempio come casa vacanze).
Con il nuovo sistema, i Comuni potranno applicare aliquote agevolate in base all’effettivo utilizzo dell’immobile, superando l’equiparazione automatica con le seconde case locate.

Come si misura l’utilizzo dell’immobile

L’agevolazione non si basa solo su autodichiarazioni, ma su elementi oggettivi, tra cui:

  • consumi di energia elettrica, gas e acqua;
  • presenza e tipologia di arredi;
  • continuità o meno dell’uso durante l’anno.

Il principio è quello dell’equità fiscale: chi utilizza l’immobile per pochi periodi e usufruisce in misura limitata dei servizi comunali può contribuire meno.
Restano escluse dalle agevolazioni le abitazioni:

  • affittate con contratti tradizionali;
  • utilizzate per locazioni brevi o turistiche.

Per molti proprietari, soprattutto nelle località turistiche, la riduzione IMU potrebbe tradursi in centinaia di euro di risparmio all’anno.


Esenzione IMU per immobili inagibili

Un’altra importante novità riguarda gli immobili inagibili o inutilizzabili.
Dal 2026 i Comuni potranno:

  • ridurre in modo significativo l’aliquota IMU;
  • oppure azzerarla completamente.

L’agevolazione è prevista non solo per immobili danneggiati da calamità naturali (terremoti, alluvioni, eventi estremi), ma anche per altre cause che rendano l’immobile oggettivamente inabitabile, come:

  • crolli strutturali;
  • gravi problemi statici;
  • degrado tale da impedire l’uso.

Per accedere all’esenzione sarà generalmente necessaria una certificazione tecnica (perizia di un professionista o attestazione comunale).
La misura evita una situazione paradossale: pagare l’IMU su un bene che non può essere utilizzato.


Cosa devono fare i contribuenti

Ogni Comune dovrà pubblicare le nuove delibere entro il 14 ottobre di ogni anno e trasmetterle al MEF.
Per il 2026, primo anno di applicazione del nuovo sistema, è fondamentale:

  • verificare le scelte del proprio Comune;
  • controllare se sono previste riduzioni per seconde case a uso saltuario;
  • valutare eventuali esenzioni per immobili inagibili.

In molti casi il calcolo avverrà su dati già in possesso dell’amministrazione, ma per situazioni particolari potrebbe essere richiesta documentazione aggiuntiva.

Un consiglio pratico

Chi possiede una seconda casa poco utilizzata dovrebbe conservare le bollette che dimostrano consumi ridotti.
Chi ha immobili inagibili dovrebbe invece attivarsi per ottenere una perizia tecnica aggiornata.


Una riforma più chiara, ma con differenze territoriali

Il nuovo sistema IMU introduce maggiore uniformità e trasparenza, ma lascia comunque un certo margine decisionale ai Comuni.
Per questo motivo, l’impatto reale dell’IMU 2026 potrà variare da territorio a territorio.

In caso di dubbi, è consigliabile:

  • rivolgersi agli uffici tributi comunali;
  • oppure consultare un commercialista, per una valutazione personalizzata e un calcolo preciso dell’imposta dovuta.
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