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ISEE 2026, stretta sui furbetti: nuovi controlli su residenze, separazioni fittizie e beni di lusso

Con l’ISEE 2026 cambia radicalmente il sistema che determina l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali.
La nuova manovra economica introduce controlli molto più stringenti contro chi tenta di aggirare le regole e, allo stesso tempo, rafforza le tutele per le famiglie che hanno reale bisogno di sostegno.

Una vera e propria rivoluzione che coinvolgerà milioni di contribuenti. Ecco cosa cambia e cosa rischia chi bara.


INPS, controlli incrociati su residenze e nuclei familiari

Dal 2026 l’INPS potrà contare su strumenti di verifica decisamente più potenti rispetto al passato.
L’Istituto avrà accesso diretto all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), consentendo l’incrocio immediato tra i dati dichiarati nella DSU e quelli ufficialmente registrati.

Nel mirino finiscono soprattutto:

  • residenze fittizie;
  • separazioni o divorzi solo sulla carta;
  • nuclei familiari “spacchettati” artificiosamente per abbassare il valore ISEE.

Pratiche diffuse negli anni che ora diventano molto più rischiose: le incongruenze emergeranno in automatico dai controlli incrociati.


Veicoli e beni di lusso: scatta il controllo ACI

La stretta non si ferma ai dati anagrafici.
L’INPS potrà consultare anche il Pubblico Registro Automobilistico dell’ACI, verificando la reale disponibilità di:

  • automobili;
  • motocicli;
  • imbarcazioni e natanti.

Chi richiede prestazioni sociali ma possiede auto di lusso o beni di valore non dichiarati rischia grosso.
L’obiettivo è colpire chi dichiara redditi bassi ma mantiene uno stile di vita incompatibile con l’ISEE presentato.


Patrimoni esteri e criptovalute entrano nel calcolo ISEE

Dal 2026 il perimetro dei controlli si amplia ulteriormente.
Nel calcolo dell’ISEE rientreranno anche:

  • conti e investimenti detenuti all’estero;
  • giacenze in valuta estera;
  • criptovalute.

Si chiude così una delle principali zone grigie del sistema: finora, capitali e asset digitali sfuggivano in gran parte alla rilevazione, permettendo a soggetti benestanti di risultare “finti poveri”.


Prima casa più tutelata: soglie quasi raddoppiate

Accanto alla stretta sui controlli, la riforma introduce misure di favore per le famiglie in difficoltà, partendo dall’abitazione principale.

Le nuove soglie di esclusione dal patrimonio immobiliare salgono in modo significativo:

  • da 52.500 a 91.500 euro nella generalità dei casi;
  • fino a 200.000 euro nelle città metropolitane, dove i valori immobiliari sono strutturalmente più elevati.

Maggiori vantaggi per chi ha figli

Le famiglie che percepiscono:

  • assegno unico,
  • assegno di inclusione,
  • bonus nido,
  • bonus bebè,

beneficiano di un incremento di 2.500 euro per ogni figlio già dal primo, non più dal secondo come in passato.

Il risultato è concreto: il valore della prima casa pesa molto meno sull’ISEE, riducendo il rischio di esclusione dagli aiuti per chi possiede solo l’abitazione di residenza.


ISEE più favorevole alle famiglie numerose

La riforma interviene anche sulle scale di equivalenza, cioè sui coefficienti che tengono conto della composizione del nucleo familiare.

Dal 2026:

  • +0,10 con due figli;
  • +0,25 con tre figli;
  • +0,40 con quattro figli;
  • +0,55 con cinque figli o più.

Queste maggiorazioni si applicano in particolare a chi accede a:

  • assegno di inclusione,
  • bonus nido,
  • bonus bebè,
  • supporto domiciliare per minori con patologie croniche.

A parità di reddito, una famiglia numerosa otterrà un ISEE più basso, aumentando le possibilità di accesso alle prestazioni.


DSU precompilata obbligatoria dal 2026

Dal punto di vista operativo, cambia anche la procedura.
Da gennaio 2026 la DSU precompilata diventa la modalità standard per richiedere l’ISEE, anche tramite CAF.

L’INPS fornirà:

  • dati reddituali,
  • patrimoni,
  • informazioni anagrafiche

già inserite, riducendo errori e omissioni.
Una scelta che punta a semplificare il sistema e, allo stesso tempo, rendere più difficile dichiarare il falso.


In sintesi

Con l’ISEE 2026 il messaggio è chiaro:
meno spazio ai furbetti, più risorse a chi ne ha davvero bisogno.

Controlli incrociati, nuovi beni nel calcolo e procedure digitali segnano un cambio di passo deciso nel sistema di welfare italiano. Nei prossimi mesi l’INPS chiarirà i dettagli operativi con apposite circolari, ma una cosa è certa: dal prossimo anno barare sull’ISEE sarà molto più difficile.

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