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Legge 104, nuove patologie riconosciute e iter rivisto: cosa cambia per i disabili dal 2026 secondo l’INPS

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Con la circolare n. 766/2025, l’INPS ha chiarito nel dettaglio le novità introdotte dalla riforma dell’accertamento della disabilità, indicando sia le nuove patologie coinvolte, sia il nuovo iter amministrativo destinato a entrare a regime nei prossimi anni.

La riforma nasce dall’attuazione del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, adottato in attuazione della legge delega n. 227/2021, e rappresenta uno dei cambiamenti più rilevanti degli ultimi decenni in materia di Legge 104 e riconoscimento della disabilità.

Nuova valutazione di base: cos’è e come funziona

Il fulcro della riforma è l’introduzione della “valutazione di base”, un procedimento unitario e multidisciplinare che serve ad accertare:

  • la condizione di disabilità;
  • l’intensità e la tipologia dei sostegni necessari.

Dal 1° gennaio 2026 (data poi prorogata, come vedremo), la valutazione di base:

  • sarà affidata in via esclusiva all’INPS;
  • si svolgerà tramite un’unica visita collegiale;
  • utilizzerà le classificazioni internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il questionario WHODAS e la valutazione del funzionamento

Durante la visita collegiale verrà somministrato il questionario WHODAS (WHO Disability Assessment Schedule), uno strumento psicometrico basato sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF).

Il questionario misura il livello di funzionamento negli ultimi 30 giorni in sei ambiti fondamentali:

  • attività cognitive;
  • mobilità;
  • cura di sé;
  • relazioni interpersonali;
  • attività della vita quotidiana;
  • partecipazione sociale.

L’approccio supera la logica puramente sanitaria e valorizza la disabilità come interazione tra persona e contesto.

Cosa comprende la valutazione di base

La valutazione di base non riguarda solo la Legge 104, ma unifica più accertamenti oggi separati, tra cui:

  • invalidità civile, cecità e sordità;
  • disabilità in età evolutiva per l’inclusione scolastica;
  • collocamento mirato e obbligatorio nel lavoro;
  • accesso a protesi, assistenza sanitaria e riabilitativa (LEA);
  • valutazione della non autosufficienza e disabilità gravissima;
  • accesso ad agevolazioni fiscali e benefici per la mobilità.

Sperimentazione 2025: province e patologie iniziali

La riforma ha previsto una fase di sperimentazione nel 2025, inizialmente limitata a 9 province:
Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste.

In questa prima fase, la sperimentazione riguardava solo alcune patologie:

  • disturbi dello spettro autistico;
  • diabete di tipo 2;
  • sclerosi multipla.

Estensione della sperimentazione e nuove patologie riconosciute

Con il decreto-legge n. 202/2024, convertito nella legge n. 15/2025, il legislatore ha ampliato la portata della riforma introducendo tre novità fondamentali:

1. Estensione territoriale
Le province coinvolte salgono a 20, includendo anche:
Alessandria, Lecce, Genova, Isernia, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Provincia autonoma di Trento e Aosta.
In queste ultime, la sperimentazione è partita dal 30 settembre 2025.

2. Nuove patologie incluse
Oltre a quelle già previste, entrano nella sperimentazione anche:

  • artrite reumatoide;
  • cardiopatie;
  • broncopatie;
  • malattie oncologiche.

3. Proroga dell’entrata in vigore
L’entrata in vigore a regime della riforma è stata posticipata dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027, con sperimentazione estesa fino al 31 dicembre 2026.

Nuovo certificato medico introduttivo: cosa cambia

Il nuovo sistema prevede che l’accertamento della disabilità inizi esclusivamente con l’invio telematico del nuovo certificato medico introduttivo all’INPS.

Questo certificato:

  • sostituisce tutte le precedenti modalità di domanda;
  • diventa l’unico canale di accesso al procedimento.

Dal 1° gennaio 2025 (e dal 30 settembre 2025 nelle nuove province), l’avvio della procedura deve già avvenire solo con questo strumento.

Progetto di vita personalizzato: chi può richiederlo

Un’ulteriore novità riguarda il progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato. Il diritto a richiederlo è riconosciuto anche a chi:

  • possiede già una certificazione ai sensi della Legge 104/1992;
  • l’ha ottenuta prima del 1° gennaio 2027.

In questi casi non è necessario ripetere la valutazione di base.

Una riforma che cambia il paradigma della disabilità

La riforma chiarita dalla circolare INPS n. 766/2025 segna il passaggio da un sistema frammentato a un modello unitario, centrato sulla persona e sui bisogni reali.

Dal 2027, il riconoscimento della disabilità sarà più semplice, coerente e orientato ai sostegni, con l’obiettivo di garantire diritti, inclusione e pari opportunità alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Giacomo Cascio
Giacomo Cascio
CEO Blue Owl s.r.l. agency - Editore Risoluto.it Aiuto freelance e piccoli imprenditori a costruire modelli di acquisizione clienti sostenibili, senza dipendere subito da siti complessi o advertising. Mi occupo di strategia, posizionamento e sistemi leggeri per validare un’offerta prima di investire negli strumenti.

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