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Legge 104, permessi anche senza parentela: come assistere una persona disabile se non siete familiari

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La Legge 104 non tutela solo i legami di sangue.
L’ordinamento italiano riconosce oggi il diritto ai permessi lavorativi retribuiti anche a chi non è parente della persona con disabilità, valorizzando le relazioni affettive stabili e autentiche che vanno oltre il matrimonio o la famiglia tradizionale.

Una svolta importante che consente, a determinate condizioni, di assistere legalmente una persona disabile grave anche se non esiste alcun vincolo familiare. Vediamo chi può fare domanda, quali requisiti servono e quali rischi evitare.


Chi può chiedere i permessi 104 senza essere parente

Il legislatore ha ampliato in modo significativo la platea dei beneficiari dell’art. 33, comma 3, della Legge 104, includendo il convivente di fatto.

Il convivente di fatto:

  • è equiparato al coniuge e alla parte di unione civile;
  • rientra nel primo livello dei soggetti legittimati a chiedere i permessi;
  • può usufruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito, anche se esistono altri familiari.

Attenzione: la convivenza deve essere ufficiale

Non basta vivere insieme.
La convivenza deve essere:

  • stabile e reciproca;
  • registrata all’anagrafe comunale, come previsto dalla Legge 76/2016.

Senza la dichiarazione anagrafica, la relazione non ha valore giuridico ai fini dei permessi 104.


La conferma dei tribunali: conta il legame affettivo, non il sangue

La giurisprudenza ha chiarito in modo netto questo principio.
Il Tribunale di Agrigento, con sentenza n. 594 del 22 aprile 2025, ha stabilito che il convivente di fatto ha pieno diritto ai permessi 104, senza che il datore di lavoro possa opporre l’assenza di vincoli familiari.

📌 In altre parole: l’assistenza conta più della parentela.


Il requisito fondamentale: disabilità grave certificata

Per ottenere i permessi non basta un’invalidità elevata.
Servono due condizioni cumulative.

1️⃣ Disabilità grave ex art. 3, comma 3

La persona assistita deve essere riconosciuta in situazione di gravità, certificata dalla commissione medica dell’INPS.

Questo significa:

  • ridotta autonomia personale;
  • necessità di assistenza permanente, continuativa e globale.

Come chiarito dal Tribunale di Catania (sent. n. 1076/2025), non è sufficiente:

  • una difficoltà motoria;
  • una disabilità parziale;
  • neppure una invalidità al 100% se manca la gravità.

2️⃣ Nessun ricovero a tempo pieno

La persona disabile non deve essere ricoverata stabilmente in una struttura che garantisce assistenza continua.
Se il ricovero è permanente, viene meno la necessità di assistenza domiciliare.


Chi può usare i permessi e in quali casi

I permessi spettano:

  • solo a lavoratori dipendenti (pubblici o privati);
  • che siano conviventi di fatto regolarmente registrati;
  • esclusivamente per assistenza reale e concreta.

⚠️ Non sono ferie mascherate.


Uso improprio dei permessi: rischio licenziamento

Questo è il punto più delicato.
La giurisprudenza è rigidissima sull’uso scorretto dei permessi 104.

Se il lavoratore:

  • chiede il permesso per assistere il disabile;
  • ma svolge attività personali (viaggi, svago, commissioni non collegate);

commette un abuso del diritto.

Il Tribunale di Agrigento, con sentenza n. 393 del 19 marzo 2025, ha confermato che:
👉 l’uso improprio dei permessi può portare al licenziamento per giusta causa.

I controlli del datore di lavoro sono legittimi.


Non solo permessi: altri diritti per il convivente assistente

La tutela della Legge 104 non si limita ai tre giorni mensili.

Il convivente che assiste una persona disabile grave ha diritto anche a:

  • scegliere, se possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio dell’assistito;
  • non essere trasferito senza consenso.

Ma non sono diritti assoluti

Come chiarito dalla Corte d’Appello di Catanzaro (sent. n. 78/2024), questi diritti vanno bilanciati con:

  • esigenze tecniche;
  • organizzative;
  • produttive dell’azienda.

Tuttavia, il datore di lavoro deve dimostrare concretamente l’impossibilità di accogliere la richiesta.
Un semplice “no” non basta, come ribadito dalla Corte d’Appello di Ancona (sent. n. 416/2024).


In sintesi

📌 I permessi 104 spettano anche senza parentela
📌 Serve convivenza di fatto registrata
📌 Necessaria disabilità grave certificata
📌 Uso improprio = rischio licenziamento
📌 Previsti anche diritti su sede e trasferimenti

La Legge 104 oggi tutela le relazioni reali, non solo quelle anagrafiche. Ma richiede rigore, correttezza e responsabilità nell’utilizzo dei benefici.

Giacomo Cascio
Giacomo Cascio
CEO Blue Owl s.r.l. agency - Editore Risoluto.it Aiuto freelance e piccoli imprenditori a costruire modelli di acquisizione clienti sostenibili, senza dipendere subito da siti complessi o advertising. Mi occupo di strategia, posizionamento e sistemi leggeri per validare un’offerta prima di investire negli strumenti.

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