Tutte le novità della circolare INPS, requisiti invariati e calcolo aggiornato
Buone notizie per chi perde il lavoro nel 2026: la NASpI si aggiorna al costo della vita e garantisce importi più alti. Con la nuova circolare INPS n. 4/2026, l’Istituto ha ufficializzato l’adeguamento degli importi dell’indennità di disoccupazione, lasciando invariati i requisiti di accesso ma aumentando soglie e massimali mensili.
L’obiettivo è chiaro: evitare che l’inflazione eroda il potere d’acquisto di uno dei principali ammortizzatori sociali italiani.
NASpI 2026: requisiti confermati, nessuna stretta
Nel 2026 non cambiano le condizioni per accedere alla NASpI. L’indennità continua a spettare a chi perde il lavoro in modo involontario, ad esempio per:
- licenziamento;
- scadenza di contratto a termine;
- risoluzione consensuale;
- dimissioni per giusta causa.
Restano necessari almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
Sono invece escluse, come noto, le dimissioni volontarie prive di giusta causa.
Aumenta il massimale NASpI 2026: quanto si può ricevere
La vera novità riguarda gli importi. Per effetto dell’adeguamento ISTAT (+1,4%), l’INPS ha aggiornato i valori di riferimento:
- Retribuzione soglia 2026: 1.456,72 euro
- Importo massimo NASpI 2026: 1.584,70 euro mensili
Si tratta del nuovo tetto massimo erogabile, anche per chi in passato percepiva stipendi più elevati.
Come si calcola la NASpI nel 2026
Il meccanismo di calcolo resta invariato, ma applicato ai nuovi valori.
- L’INPS somma le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni
- Divide l’importo per le settimane di contribuzione
- Moltiplica il risultato per 4,33
A questo punto:
- se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.456,72 euro, la NASpI è pari al 75%;
- se è superiore, si aggiunge anche il 25% della differenza, fino al limite massimo di 1.584,70 euro.
In nessun caso l’indennità può superare questo importo mensile.
Perché esiste un tetto massimo
Il massimale serve a mantenere la NASpI una prestazione assistenziale, e non una sostituzione integrale dello stipendio.
La logica è duplice:
- garantire equità tra i beneficiari;
- contenere la spesa pubblica, rendendo il sistema sostenibile nel tempo.
Contribuzione figurativa e durata
Durante il periodo di percezione della NASpI:
- l’INPS accredita contribuzione figurativa;
- non è richiesta alcuna domanda aggiuntiva;
- i contributi sono validi ai fini pensionistici.
La durata della NASpI resta pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate nei quattro anni precedenti.
NASpI 2026: cosa cambia in sintesi
- ✅ requisiti invariati
- ✅ importi adeguati all’inflazione
- ✅ nuovo massimo mensile: 1.584,70 euro
- ✅ tutele previdenziali confermate
Nel 2026 la NASpI resta quindi uno strumento centrale di tutela per chi perde il lavoro, con importi più alti e regole stabili, come confermato dalla nuova circolare INPS.



