Il Nuovo Codice della Strada potrebbe presto introdurre regole più stringenti per i ciclisti, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza sulle strade italiane e ridurre il numero di incidenti. Una proposta di legge attualmente all’esame della Camera dei Deputati (A.C. 2489) prevede infatti obblighi specifici per chi va in bicicletta, destinati a incidere in modo significativo sulle abitudini di milioni di utenti.
La diffusione dell’uso della bicicletta è in costante crescita: sport, mobilità sostenibile, spostamenti casa-lavoro e turismo rendono le due ruote sempre più presenti nel traffico urbano ed extraurbano. Ma all’aumento dei ciclisti corrisponde anche un incremento degli incidenti, spesso gravi. Da qui la necessità, secondo i promotori, di rafforzare le tutele per gli “utenti deboli” della strada.
La prima grande novità riguarda l’introduzione dell’obbligo del casco, che non sarebbe generalizzato ma mirato a specifiche categorie:
La misura punta a ridurre i traumi cranici, che rappresentano una delle principali cause di lesioni gravi e decessi nei sinistri che coinvolgono biciclette.
Un’altra regola destinata a far discutere è l’obbligo, per tutti i ciclisti, di mantenere sempre accesa la luce posteriore rossa, indipendentemente dall’orario e dalle condizioni di visibilità.
Si tratta di una misura già adottata in diversi Paesi europei, pensata per aumentare la visibilità del ciclista nel traffico e ridurre il rischio di tamponamenti e urti, soprattutto nei contesti urbani congestionati.
Importanti novità arrivano anche sul fronte della circolazione su strade extraurbane. La proposta di legge supererebbe il principio rigido della marcia in fila indiana, consentendo:
Il tutto a condizione che:
Secondo i promotori, un gruppo compatto riduce i tempi di sorpasso e limita le manovre prolungate sulla corsia opposta, diminuendo il rischio di incidenti rispetto ai lunghi “serpentoni” di ciclisti.
La proposta interviene nuovamente sull’articolo 9 del Codice della Strada, prevedendo l’introduzione delle scorte tecniche non solo per le gare ciclistiche, ma anche per allenamenti su strade aperte al traffico.
Un disciplinare tecnico, da adottare congiuntamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero dell’Interno, definirà modalità, requisiti e limiti operativi, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza agli atleti e una migliore gestione del traffico.
Tra le novità più innovative figura anche l’introduzione di un codice identificativo univoco per le biciclette, registrato presso la Motorizzazione civile.
Dal 1° gennaio 2026, tutti i velocipedi di nuova produzione dovrebbero avere un codice inciso sul telaio, associato ai dati del proprietario. La misura mira a contrastare il fenomeno dei furti, facilitare il recupero dei mezzi rubati e garantire la tracciabilità dei passaggi di proprietà.
La proposta non si limita a imporre nuovi obblighi ai ciclisti. È previsto anche un rafforzamento dell’educazione stradale per gli automobilisti, con l’inserimento, nei quiz per la patente, di domande su:
L’obiettivo è favorire una convivenza più sicura tra biciclette e veicoli a motore.
È bene precisare che le nuove regole non sono ancora legge: il testo è all’esame del Parlamento e potrà subire modifiche. Tuttavia, l’impianto della proposta segnala un cambio di approccio chiaro: la bicicletta non è più vista come elemento marginale del traffico, ma come parte strutturale della mobilità.
Secondo i promotori, solo attraverso prevenzione, protezione, educazione e controlli sarà possibile ridurre gli incidenti e rendere le strade italiane più sicure per tutti.