Il Governo prepara un doppio condono edilizio per affrontare una delle questioni più complesse e radicate del settore immobiliare italiano: la presenza massiccia di abusi, difformità e irregolarità accumulate negli ultimi decenni.
La riforma punta a sbloccare migliaia di pratiche ferme nei Comuni, rilanciare il mercato immobiliare e permettere a molte famiglie di regolarizzare finalmente immobili mai del tutto conformi.
Il primo pilastro della riforma riguarda proprio le vecchie sanatorie.
Il decreto stabilisce che entro il 31 marzo 2026 ogni Comune dovrà concludere tutte le pratiche rimaste aperte relative ai tre condoni edilizi storici:
In molti Comuni si tratta di pratiche ferme da oltre vent’anni, bloccando vendite, ristrutturazioni e trasferimenti di proprietà.
La criticità: non sono previsti fondi aggiuntivi né sanzioni per gli enti inadempienti — tutto dipenderà dall’organizzazione interna degli uffici tecnici.
Il Governo introduce una sanatoria moderna e limitata, ispirata alla filosofia del condono del 1985 ma applicata alle micro-irregolarità.
Saranno regolarizzabili solo opere realizzate entro il 30 settembre 2025, come:
Sono esclusi:
Questa prima sanatoria nasce per sbloccare compravendite, successioni, mutui e interventi tecnici rimasti fermi per irregolarità spesso minime.
La parte più discussa della riforma riguarda gli abusi storicamente non sanabili a causa dei vincoli paesaggistici, ambientali o storico-artistici.
La novità:
✔ Possibile sanatoria se il vincolo è arrivato dopo la costruzione dell’immobile
✔ Servirà sempre il parere della Soprintendenza
✔ Le Regioni potranno decidere come attivare e regolamentare le procedure
L’intervento supera il divieto assoluto previsto dalla legge del 2003, aprendo alla regolarizzazione di opere considerate finora insanabili — tranne quelle realizzate in aree con inedificabilità assoluta.
Oggi gli immobili condonati non possono accedere a molti incentivi per la riqualificazione, come ecobonus e bonus ristrutturazioni, a causa di due sentenze della Corte Costituzionale (24/2022 e 142/2024).
La riforma ribalta questo scenario:
➡ Bonus edilizi e premi volumetrici torneranno ad essere accessibili anche alle case condonate
L’obiettivo è non lasciare fuori dalla rigenerazione urbana migliaia di edifici che, pur regolarizzati, oggi restano penalizzati.
Chi possiede un immobile con:
potrebbe finalmente ottenere una regolarizzazione definitiva.
Il provvedimento, però, è ancora in fase di discussione parlamentare. Per ora si tratta di una proposta concreta, considerata prioritaria dalla maggioranza.