La Legge di Bilancio 2026 introduce una profonda revisione dell’ISEE, l’indicatore utilizzato per misurare la situazione economica dei nuclei familiari e determinare l’accesso a bonus, agevolazioni e prestazioni sociali. Le novità riguardano sia il patrimonio immobiliare, con nuove franchigie sulla prima casa, sia il patrimonio mobiliare, che viene ampliato includendo anche le criptovalute. Cambiano inoltre le modalità di presentazione della DSU, che diventa sempre più automatizzata e controllata.
Si tratta di interventi destinati ad avere un impatto concreto su milioni di famiglie, soprattutto su chi possiede un’abitazione di proprietà o utilizza strumenti finanziari digitali.
Una delle novità più rilevanti riguarda il valore dell’abitazione principale ai fini ISEE.
Fino al 2025, la prima casa veniva esclusa dal patrimonio solo entro la soglia di 52.500 euro, oltre la quale una parte dell’eccedenza rientrava nel calcolo dell’indicatore.
Dal 2026 la franchigia viene innalzata a 91.500 euro, con un effetto diretto di riduzione del valore ISEE per molte famiglie proprietarie di casa.
Per i nuclei residenti nei comuni capoluogo delle città metropolitane – come Roma, Milano, Napoli, Torino, Firenze, Bologna, Venezia, Bari, Palermo, Catania e altre – la franchigia sale addirittura fino a 200.000 euro.
La misura tiene conto dei maggiori valori immobiliari presenti nei grandi centri urbani.
È inoltre prevista una maggiorazione della franchigia per ogni figlio convivente successivo al primo, rendendo il sistema più favorevole alle famiglie numerose.
L’esclusione (totale o parziale) della prima casa dal patrimonio ISEE può determinare un abbassamento significativo dell’indicatore, con ricadute immediate sull’accesso a numerose misure, tra cui:
In molti casi, le famiglie che prima risultavano “fuori soglia” potrebbero rientrare nei requisiti richiesti.
La riforma ISEE 2026 interviene anche sulle scale di equivalenza, ovvero i coefficienti che tengono conto del numero di componenti del nucleo familiare.
Le maggiorazioni per famiglie con:
vengono ampliate, aumentando il coefficiente di equivalenza.
Questo meccanismo “diluisce” il valore economico complessivo su un numero maggiore di componenti, riducendo ulteriormente il valore finale dell’ISEE e favorendo i nuclei più numerosi.
Un’altra novità di grande impatto riguarda il patrimonio mobiliare.
Dal 2026, nella DSU dovranno essere dichiarate anche:
L’obiettivo è adeguare il sistema ISEE all’evoluzione degli strumenti finanziari e contrastare l’occultamento di ricchezza attraverso asset non tradizionali.
Dal 1° gennaio 2026 la DSU precompilata INPS diventa la modalità ordinaria.
Molti dati – redditi, conti correnti, patrimoni, immobili – saranno già inseriti automaticamente grazie all’incrocio con:
Il cittadino dovrà verificare e integrare le informazioni, ma i controlli incrociati saranno più rigorosi, con l’obiettivo di ridurre errori, omissioni e dichiarazioni non veritiere.
Gli attestati ISEE rilasciati nel 2025 perderanno validità il 31 dicembre 2025.
Per accedere a bonus e prestazioni nel 2026 sarà quindi necessario:
Chi non provvederà in tempo rischia la sospensione o la perdita delle agevolazioni.
Il nuovo ISEE 2026 introduce criteri più articolati e, per molti nuclei, più favorevoli, soprattutto per chi possiede la prima casa o ha figli a carico. Allo stesso tempo, aumenta la trasparenza e il livello di controllo, includendo anche patrimoni digitali e rafforzando i meccanismi di verifica.
Una riforma che amplia l’accesso alle tutele sociali, ma richiede maggiore attenzione nella compilazione della DSU.